In caso di perdita del lavoro è possibile evitare il pignoramento della casa per mancato pagamento del mutuo. Vediamo le possibili soluzioni per non lasciarsi prendere dal panico.

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Perdere il lavoro è la paura più grande per chi ha intestato un mutuo. Il pensiero di vedersi pignorare l’immobile terrorizza sapendo di non avere la possibilità di pagare le rate mancanti. Eppure occorre rimanere calmi e conoscere le soluzioni che consentiranno di resistere ad un periodo economicamente difficile. Vediamo quali sono le strade da percorrere in caso di perdita del lavoro.

Come pagare il mutuo dopo la perdita del lavoro

La questione coinvolge, purtroppo, un numero considerevole di persone soprattutto dopo la crisi economica causata dalla pandemia. La perdita del lavoro è un’ombra o realtà per tanti lavoratori che sono occupati in uno dei tanti settori che il Covid ha devastato dal punto di vista economico. Per superare la difficoltà in caso di mutuo occorre mettersi immediatamente alla ricerca di un’altra occupazione ma cosa fare nel frattempo?

Le conseguenze del mancato pagamento delle rate del finanziamento di una casa sono gravi. Tutti sanno che si rischia il pignoramento dell’immobile, conseguenza più grave, ma non tutti conoscono le strade da percorrere per evitare un evento del genere. Tra le vie di uscita c’è la polizza assicurativa firmata al momento della stipula del contratto.

Polizza assicurativa per una tutela dalla disoccupazione

Nel momento della sottoscrizione di un contratto di mutuo, le banche chiedono al mutuatario di firmare una polizza assicurativa che tuteli in caso di perdita del lavoro. L’assicurazione, infatti, copre proprio il rischio di disoccupazione che, diciamolo, in venti o trent’anni di durata di un piano di ammortamento è molto alto.

La decisione di sottoscrivere questa polizza, però, è assolutamente discrezionale. Il cliente della banca non ha alcun obbligo anche se l’istituto può eventualmente coprire un eventuale rifiuto della richiesta legato alla mancata firma fornendo altre motivazioni valide. Il mutuatario non desidera avere una spesa aggiuntiva che fa crescere la rata mensile ma, spesso, non pensa, che le conseguenze potrebbero essere molto più gravi qualora si perdesse il lavoro. Con la polizza, invece, si verrebbe tutelati per dodici mesi, lungo periodo durante il quale si potrebbe riuscire a trovare una nuova occupazione.

Fondo Consap, altra strada da percorrere in caso di perdita del lavoro

Chi non ha sottoscritto la polizza assicurativa che tutela in caso di disoccupazione può intraprendere una seconda strada. Parliamo del Fondo Consap, un fondo di garanzia volto alla tutela delle persone che hanno un mutuo da pagare ma rimangono senza lavoro. Attraverso il Fondo si potrà, dunque, evitare il pignoramento dell’immobile e la vendita della propria casa all’asta. La domanda di accesso al Fondo dovrà essere inoltrata presso la banca di riferimento per il mutuo. Bisognerà rispettare specifici requisiti come ISEE inferiore a 30 mila euro, il mutuo attivo da minimo un anno, l’uso della casa come abitazione principale e l’importo del finanziamento inferiore a 250 mila euro (sale a 400 mila per le domande inviate entro il 31 dicembre 2021).

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Cosa accade accedendo al Fondo Consap

Grazie al Fondo Consap, la banca è obbligata ad interrompere la richiesta di pagamento delle rate del mutuo nel momento in cui il dipendente è stato licenziato – tranne nel caso di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo – oppure subisce la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro per più di trenta giorni. Inoltre, la richiesta di accesso al Fondo Consap è consentita in caso di morte dell’intestatario del mutuo o di invalidità civile superiore all’80%.