Buone notizie per tutti coloro alla ricerca di un posto di lavoro. A settembre, infatti, sono previste in Italia ben 526 mila assunzioni. Ecco dove.

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Come recita l’artico 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“. Proprio l’attività lavorativa, d’altronde, si rivela essere una parte fondamentale della nostra vita, in quanto ci permette di avere quella fonte di reddito grazie alla quale poter acquistare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Non sempre, purtroppo, le cose vanno come sperato e in alcuni casi trovare un impiego può risultare più difficile del previsto. Se tutto questo non bastasse, l’impatto del Covid ha comportato la chiusura di molte attività, rendendo ancora più complicato riuscire a trovare lavoro. Proprio in questo contesto, fortunatamente, giungono finalmente delle buone notizie. A settembre, infatti, sono previste in Italia ben 526 mila assunzioni. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Trovare lavoro al tempo del Covid, pioggia di assunzioni in arrivo: ecco in quali settori

Il mondo del lavoro è in continuo cambiamento. Non a caso sono molte le professioni e i mestieri destinati a scomparire nell’arco di soli dieci anni, costringendo in tanti a dover trovare una nuova collocazione lavorativa. Proprio in questo contesto è bene sapere che sono previste in Italia, per il mese di settembre, ben 526 mila assunzioni. Ma non solo, secondo Unioncamere-Anpal a settembre cresce anche la difficoltà di reperire professionalità. Entro novembre, inoltre, si stima il reclutamento di 1,5 milioni di lavoratori, 436mila nell’industria e oltre 1 milione nell’ambito dei servizi.

In base a quanto si evince dal Bollettino del sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal che proietta la domanda di lavoro nel trimestre settembre – novembre, infatti, cresce la domanda di lavoro. Allo stesso tempo aumentano anche le difficoltà, per le imprese, di reperire le professionalità ricercate. Entrando nei dettagli, le imprese sono alla ricerca di nuovi lavoratori nei seguenti settori:

  • Industria: Tale settore ha in programma per il mese di settembre 156 mila nuovi ingressi, che salgono a quota 436 mila se si fa riferimento al trimestre settembre – novembre. In particolare a ricercare nuovi lavoratori sono le industrie del manifatturiero, dove sono previste 114 mila entrate a settembre, e quella della meccatronica, con 31 mila assunzioni nel mese in corso. A seguire si annoverano le industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo, quelle tessili, dell’abbigliamento e calzature. Ma non solo, anche nell’ambito delle costruzioni, dove, complice anche l’impatto del bonus del 110%, sono programmate 42 mila assunzioni programmate nel mese di settembre e 118 mila nel trimestre.
  • Servizi. In questo caso sono 370 mila le assunzioni previste a settembre. Numero che supera 1 milione nel trimestre di riferimento. In questo caso la domanda riguarda soprattutto il commercio, con 87 mila entrate programmate nel mese di settembre. Ma non solo, anche i servizi alle persone, con 84 mila nuove assunzioni previste sempre nel mese in corso. Tra gli altri, inoltre, si annoverano anche i servizi di alloggio, ristorazione e servizi turistici, con 73 mila assunzioni nel mese e 192 mila nel trimestre.

Le aziende non trovano lavoratori

Nonostante siano tante le assunzioni previste nel corso del trimestre settembre – novembre, allo stesso tempo le imprese si ritrovano a dover fare i conti con delle difficoltà nel riuscire a reperire le professionalità richieste. In particolare tra i profili che sembrano quasi introvabili si annoverano fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metallica, con una percentuale pari al 66,2%.

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Ma non solo, sono difficili da reperire anche fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati, così come artigiani e operai specializzati del tessile e dell’dell’abbigliamento. Una difficoltà, quella di reperire lavoratori, che si manifesta anche in altri settori. Ma per quale motivo? Da un lato le aziende lamentano candidati con mancate esperienze pregresse o competenze non adeguate. Dall’altro canto i lavoratori lamentano delle retribuzioni considerate troppo basse. Un incontro, quello tra domanda e offerta di lavoro, che purtroppo continua ancora a dover fare i conti con alcune difficoltà.