Un nullatenente in teoria non possiede nulla di valore, cosa succede se non paga? Può rischiare una denuncia o essere costretto a risarcire il creditore in qualche modo?

Nullatenente rischi
Adobe Stock

Io non possiedo nulla dunque anche se non pago non posso avere ripercussioni. Questo pensiero comune dei nullatenenti tranquillizza sul fatto che un eventuale creditore non possieda armi che possano causare danni al debitore. E’ davvero così oppure delle conseguenze potrebbero esserci? Prima di rispondere al quesito è bene approfondire chi è il nullatenente agli occhi dello Stato.

Chi sono i nullatenenti

Dal punto di vista giuridico, un nullatenente non possiede alcun bene che possa essere pignorato. Se è in possesso di una pensione ne perderà un quinto in caso di debito, lo stesso per la pensione a meno che non sia al di sotto del minimo vitale di 460 euro circa. Cifre inferiori, infatti, non possono essere pignorate.

Il nullatenente, dunque, è una persona fisica che non possiede alcun bene di proprietà pignorabile e che non percepisce un sussidio o un reddito tali da poter essere pignorati. I beni irrisori sono quelli che in un’asta non avrebbero alcun valore e per i quali non si può, dunque, procedere con una esecuzione forzata ai danni del soggetto titolare.

Beni impignorabili

Dopo aver capito chi sono i soggetti considerati nullatenenti, occorre specificare la serie di beni impignorabili secondo la Legge. I beni mobili sono parecchi, dal tavolo al letto, dal frigorifero alla lavatrice, dall’armadio alla fede nuziale fino ai vestiti. Diverso il caso in cui il debitore sia sposato in comunione dei beni e il marito/moglie sia proprietario dell’immobile di residenza. In questo caso la casa potrebbe essere pignorata al 50%.

Il nostro esempio principale, però, non vive una situazione del genere e non ha alcun bene – né proprio né di un convivente – pignorabile. Come può procedere il creditore?

Il creditore ha qualche diritto sul debitore nullatenente?

Pur non avendo casa di proprietà o altri beni di valore, i soggetti nullatenenti possono vivere in affitto, svolgere una vita normale e avere un conto corrente. Allo stesso modo possono contrarre dei debiti e secondo la legge italiana chi fa debiti e non li paga non commette alcun reato perseguibile.

Il creditore, però, può richiedere un risarcimento danni qualora il mancato pagamento abbia provocato dei disagi o problemi di varia natura. La difficoltà è che non possedendo nulla non si potrà procedere con il risarcimento. Il soggetto debitore, però, verrebbe inserito in una lista nera, la lista dei cattivi pagatori. Di conseguenza non potrà aprire un conto corrente né emettere assegni né richiedere un prestito a condizioni convenienti.

Leggi anche >>> Diritto di abitazione: il pignoramento fa meno paura con questa strategia

L’Anagrafe Tributaria, arma vincente per i creditori

Le conseguenze per l’iscrizione alla lista dei cattivi pagatori potrebbe non interessare in alcun modo chi non possiede nulla e ha fatto dei debiti. Questo atteggiamento infastidirebbe non poco il creditore che ha in serbo altre armi con cui dare uno scossone al debitore. L’arma più potente è l’anagrafe tributaria o l’archivio dei rapporti finanziari. Accedendo ai registri è possibile appurare la reale assenza di beni di valore di proprietà del presunto nullatenente. Potrebbe esserci del denaro depositato in una cassetta di sicurezza, un conto corrente aperto all’estero o del denaro nascosto in cassaforte.