Conto corrente, difendere i risparmi di una vita dal pignoramento è possibile

Difendere il proprio conto corrente dal pignoramento è possibile. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo come fare.

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Il Covid è entrato nelle nostre esistenze più di un anno fa, portando con sé delle ripercussioni negative, sia per quanto concerne le relazioni sociali che la gestione delle finanze personali. Molti imprenditori, purtroppo, hanno dovuto abbassare le serrande delle proprie attività, con molte famiglie che riscontrano delle serie difficoltà nel riuscire a fronteggiare le varie spese. Un momento storico complicato, caratterizzato anche da un netto aumento dei cosiddetti “panofobici”, ovvero di coloro che hanno paura di tutto.

Se tutto questo non bastasse, ad aggravare la situazione sono le crescenti incertezze in merito al futuro e la paura di dover fare i conti con le ripercussioni derivanti da alcuni debiti pregressi. Una situazione che coinvolge, purtroppo, un gran numero di persone, che si chiedono pertanto come difendere il proprio conto corrente dal pignoramento. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Conto corrente, difendere i risparmi di una vita dal pignoramento è possibile: cosa c’è da sapere

Bingo
soldi (Adobe)

Le cose, purtroppo, non vanno sempre come si desidera. Lo sanno bene i soggetti che vedono i risparmi di una vita in serio pericolo a causa del pignoramento del proprio conto corrente. Una situazione che coinvolge, purtroppo, molte più persone di quel che si pensa e per cui risulta utile sapere come fare per difendersi. A tal fine ricordiamo che, dopo la notifica dell’atto di pignoramento, il creditore può richiedere e ottenere dal presidente del Tribunale il permesso di verificare l’Anagrafe Tributaria.

Quest’ultimo non è altro che un registro dell’Agenzia delle Entrate, in cui vengono indicati tutti i rapporti finanziari di ogni singolo contribuente. In tale registro, però, non sono indicate le somme depositate, ecco quindi che il creditore può ritrovarsi a dover fare i conti con un’amara sorpresa. Ovvero scoprire che sul conto corrente del debitore non ci siano soldi sufficienti o addirittura sia in rosso. Come è facilmente intuibile, un conto corrente con saldo negativo non può essere pignorato.

Conto corrente pignorato: ecco come difendersi

Allo stesso tempo è utile sapere che la legge fissa dei limiti, in modo tale da garantire sempre un importo minimo, in grado di soddisfare perlomeno le proprie esigenze primarie. Entrando nei dettagli, è possibile pignorare fino ad un massimo di un quinto dello stipendio o della pensione, al netto delle varie ritenute fiscali e previdenziali di legge. Entrando nei dettagli, il limite pignorabile è pari al triplo dell’assegno sociale. Nel 2021, ad esempio, il valore dell’assegno sociale è di 460,28 euro. Proprio per questo motivo è possibile pignorare fino ad un massimo di 1.380,84 euro.

Nel caso in cui il proprio conto corrente risulti pignorato, inoltre, è possibile difendersi semplicemente non lasciandoci sopra nemmeno un euro. Ovviamente, in questo caso, non sarà possibile nemmeno usufruire dei vari servizi offerti dal conto stesso. Proprio per ovviare a questa situazione, quindi, molto prelevano periodicamente delle somme di denaro dal conto, per poi versare tali soldi sul conto di un famigliare o persona comunque di fiducia. Un sistema che permette di avere il proprio conto a zero, ma che rischia di insospettire il Fisco.

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Onde evitare di vedersi portare via tutti i propri risparmi, quindi, la soluzione più gettonata resta quella del conto cointestato. In questo modo, infatti, può essere pignorato solo il 50% delle somme depositate, evitando allo stesso tempo il blocco del conto.

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