Importanti novità per tutti coloro alle prese con debiti pregressi con il Fisco. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

debiti Fisco
Foto © AdobeStock

Sono tante le famiglie, purtroppo, che si ritrovano a dover fare i conti con una difficile gestione delle finanze personali. Duramente colpiti dall’impatto del Covid sull’economia, infatti, riuscire a far fronte alle varie spese può risultare sempre più spesso particolarmente complicato.

Ad aggravare la situazione, poi, il timore di ritrovarsi a dover fare i conti con alcuni debiti pregressi con il Fisco. A partire dal 1° settembre, infatti, l’attività di riscossione ha ripreso ufficialmente il via, con tanto di ripartenza dei pagamenti delle cartelle esattoriali. Ebbene, proprio in tale ambito è bene sapere che sono in arrivo delle importanti novità. Entriamo nei dettagli e vediamo di quali si tratta.

Debiti con il Fisco, occhio alle novità: pagare a rate è ancora più semplice

A partire dalla transazione fiscale fino ad arrivare alla rateizzazione, sono tante le soluzioni a nostra disposizione, grazie alle quali poter migliorare la propria situazione debitoria con il Fisco. In particolare interesserà sapere che pagare a rate risulta ancora più semplice del solito. In base a quanto previsto dal decreto Ristori, infatti, presentare richiesta di rateizzazione delle proprie cartelle fino al 31 dicembre 2021 è ancora più facile.

Come roso noto dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione con un comunicato stampa del 3 settembre, infatti, per le domande presentate entro la fine dell’anno in corso, la soglia di debito è stata innalzata da 60 a 100 mila euro. Operazione da effettuare, “senza la necessità di dover presentare la documentazione che attesti lo stato di difficoltà economica, per ottenere l’ammissione automatica alla dilazione ordinaria fino a 6 anni (72 rate)“.

Tra le novità, inoltre, si annovera la tolleranza fino a 10 rate. In pratica chi ha già un piano di rateizzazione attivo all’8 marzo e per tutte le richieste entro il 31 dicembre 2021, è possibile beneficiare di un periodo più lungo per la decadenza. Quest’ultimo “si verificherà con il mancato pagamento di 10 rate, anche non consecutive (anziché le 5 ordinariamente previste)“.

LEGGI ANCHE >>> Pensioni a rischio, i soldi stanno per finire: l’ultimo terribile incubo

Per finire, possono presentare richiesta di dilazione anche coloro che erano decaduti da un precedente piano di dilazione nel corso della prima fase emergenziale, “senza il vincolo del versamento delle rate scadute“. Possono usufruire di questa possibilità anche i soggetti che erano decaduti, al 31 dicembre 2019, dalle definizioni agevolate di rottamazione e saldo e stralcio.