La pensione di invalidità può essere richiesta da chi affetto da malattie endocrine croniche. Vediamo quali sono le patologie e i requisiti per accedervi.

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Le persone che soffrono di malattie invalidanti possono avere diritto ad un assegno pensionistico dall’importo variabile in base alla percentuale di invalidità assegnata. Rientrano tra le patologie che danno diritto alla pensione di invalidità il diabete, alcune malattie cardiache e patologie gastrointestinali così come specifiche malattie endocrine croniche. Per poter accedere alla misura occorrerà soddisfare dei requisiti e dimostrare che la patologia sia realmente invalidante.

Quali malattie endocrine croniche danno diritto all’assegno pensionistico

Alcune malattie endocrine sono altamente invalidanti e di conseguenza rientrano tra le patologie che garantiscono l’accesso alla pensione di invalidità. L’assegno, infatti, viene erogato nel momento in cui la malattia non consente di svolgere autonomamente e in libertà le più semplici azioni quotidiane o interferisce notevolmente con lo svolgimento dell’attività lavorativa. 

La pensione di invalidità non viene assegnata a tutti gli invalidi civili ma tiene conto di una graduatoria legata alla gravità della patologia riconosciuta. In linea generale, la percentuale di invalidità che da diritto alla pensione varia dal 74 al 99%.

La pensione di invalidità per il diabete mellito

Per ricevere l’assegno pensionistico di invalidità occorrerà avere una malattia endocrina cronica grave che segna in modo negativo la vita lavorativa di chi ne soffre. Le malattie endocrine sono quelle che colpiscono le ghiandole appartenenti al sistema endocrino e possono causare problemi di salute di rilevante importanza.

La prima patologia riconosciuta come invalidante è il diabete mellito associato a complicanze moderate. La percentuale di invalidità è compresa tra il 61 e il 100%. A partire da una certa gravità l’INPS accetta l’erogazione della pensione di invalidità.

La sindrome di Cushing tra le malattie endocrine croniche

La seconda malattia è la sindrome di cushing che porta a complicanze o acromegalia con complicanze. La gravità di queste patologie è altamente variabile. L’INPS potrebbe riconoscere percentuali di invalidità comprese tra il 21% e il 100%. Dal 74% in poi verrà riconosciuto il diritto all’assegno pensionistico.

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Insufficienza corticosurrenale

La terza patologia che può portare all’erogazione della pensione di invalidità è l’insufficienza corticosurrenale. La malattia dovrà essere associata a ricoveri plurimi dovuti a crisi surrenaliche recidivanti. La percentuale di invalidità riconosciuta è del 100%. Di conseguenza, data l’invalidità totale, chi ne soffre può richiedere la pensione di inabilità e, in aggiunta, la pensione di accompagnamento.