La fine di Quota 100 è sempre più vicina e al momento ancora non c’è un’alternativa. Una situazione che genera inquietudine sulle soluzioni per il futuro

Quota 100
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L’estate si avvia verso la conclusione e adesso è tempo di tornare a prendere decisioni serie per il prosieguo del Bel Paese. Tra le tematiche di maggior interesse, c’è quella relativa alle pensione e a Quota 100, che si avvia verso la conclusione.

Al momento nonostante il tanto vociferare, non c’è ancora una soluzione ufficiale per il futuro, il che sta generando lecite preoccupazioni da parte delle persone prossime all’età pensionabile o che vorrebbero uscire in anticipo dal mondo del lavoro. 

Quota 100, quante incertezze: cosa potrebbe accadere dal prossimo anno

Quota 41 resta una chimera, almeno per quanto concerne l’ipotesi di non considerare l’età anagrafica. Quindi, chi ha versato i contributi per 41 anni non potrà andare in pensione prima del compimento del 67esimo anno d’età.

Ed è proprio questo l’incubo che aleggia sui soggetti interessati. Qualora non ci siano buone nuove, si ritornerebbe allo scalone previsto dalla Legge Fornero. Il triennio di Quota 100 infatti si esaurisce il 31 dicembre 2021 e per coloro che compiono 62 anni ad inizio del 2022 è una vera e propria beffa.

Per questo i riflettori sono puntati sulla ripresa dei negoziati tra il Governo, sindacati e altre parti sociali interessate alla vicenda. Quota 100 a meno di clamorosi ribaltoni non verrà confermata e quindi si spinge per rafforzare quanto meno le altre misure pensionistiche esistenti come l’Ape Sociale e Opzione Donna. 

Quindi allo stato attuale, la prospettiva è quella del pensionamento a 67 anni per la maggior parte dei lavoratori. Tuttavia c’è chi potrebbe godere di qualche beneficio per dire addio anzitempo al proprio lavoro, a patto però che sia ricompreso tra le mansioni gravose e usuranti. 

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Allo stato attuale l’incertezza regna sovrana. Gli sbocchi sembrano molti e per questo l’apprensione generale è più che lecita. Mancano ancora 4 mesi alla fine di questo nefasto 2021. L’auspicio è che debba essere ricordato anche come l’annata in cui l’Italia è rimasta senza una riforma del sistema pensionistico.