La percentuale di invalidità necessaria per l’indennità per diabete, quanto costa la dieta del dott. Nowzaradan, emergenza fondi per l’Inps: i temi della settimana.

Diabete Nowzaradan Inps
Foto: CC

La pensione di invalidità è un diritto di cui può usufruire chiunque soffra di patologie degenerative e in grado di influenzare negativamente la propria attività lavorativa. Esiste un tabellario di riferimento, nel quale sono indicate le malattie rientranti nell’indennità, le percentuali riconosciute e anche, proporzionalmente, l’importo spettante. Alcune patologie, come l’artrosi, non vi rientrano direttamente ma possono essere integrate a seconda della gravità. Per quanto riguarda malattie come il diabete, invece,  il problema si pone solo in percentuali. Quella per l’invalidità è compresa fra il 41 e il 100% e si ottiene qualora la forma contratta sia il mellito, con tutte le sue pesantissime conseguenze.

Diabete, le percentuali di invalidità riconosciute

Questo perché si tratta della fascia più elevata, compresa fra il 91 e il 100% di invalidità. I diabetici che vi rientrano soffrono infatti di nefropatia in forma acuta. Resta il fatto che coloro che soffrono di percentuali minori di diabete, possono comunque richiedere delle agevolazioni. Ad esempio, fra il 46% e il 91%, lo Stato riconosce tutele come l’esenzione del ticket sanitario, l’iscrizione alle Liste Speciali dei Centri per l’Impiego e l’assistenza sanitaria. Altre agevolazioni vengono riconosciute per il mellito di tipo 1 o 2 (41-50% di invalidità) e il mellito insulino-dipendente (51-60%).

LEGGI ANCHE >>> Diabete, ecco quando spetta la pensione di invalidità

Dieta, quanto costa quella del dotto Nowzaradan

Chiaramente, esistono numerose patologie invalidanti. In molti casi, siamo noi stessi a infierire, senza rendercene pienamente conto, sul nostro corpo. Fra i programmi più seguiti che raccontano storie di sofferenza e di rinascita, va sicuramente annoverato Vite al limite. Una trasmissione incentrata su persone con gravi problematiche, soprattutto relative al peso corporeo, che richiedono l’assistenza di un luminare del settore, il dottor Younan Nowzaradan. L’obiettivo è arrivare a un intervento di bypass gastrico, impossibile se prima non si provvede a ridurre il proprio peso. Si parla di un’obesità patologica, che porta tali pazienti a un peso superiore ai 200 chilogrammi.

Ecco perché la dieta suggerita dal medico iraniano non è destinata a tutti, nemmeno a chi patisce un normale sovrappeso. E l’invito, chiaramente, è a non seguire nessun programma senza prima essersi consultati con un medico. Tuttavia, per i più curiosi, quella del professor Nowzaradan è una dieta estremamente ferrea, compresa fra 1200 e 800 calorie giornaliere. Quanto agli alimenti, si va dalle normali barrette proteiche a cibi veri e propri (carne e verdure senza amidi). Anche il prezzo differisce in base agli alimenti scelti: per la carne, ad esempio, si va da 1,25 euro per 40 grammi di pollo ai 3,80 per la fesa di bovino.

LEGGI ANCHE >>> Vite al limite, quanto costa seguire la dieta del dottor Nowzaradan: le cifre che non ti aspetti

Niente soldi per la quarantena: la beffa dell’Inps

Di questi tempi, la pensione di invalidità rappresenta solo uno dei tanti argomenti di discussione. L’Inps, ad esempio, ha recentemente fatto sapere che i fondi per il pagamento delle quarantene sono in esaurimento. Questo significa che molti lavoratori e molte aziende rischiano di dover fronteggiare una crisi nella crisi, dal momento che l’indennità rischia di non essere più riconosciuta.

LEGGI ANCHE >>> Inps, non ci sono soldi per pagare la quarantena: beffa da 1000 euro per i lavoratori

Stando così le cose, secondo Unimpresa, per i lavoratori si profila un danno in busta paga pari a 600-700 euro per 10 giorni d’assenza. Addirittura da 1.000 euro qualora i giorni fossero 15. Costi che, teoricamente, per un lavoratore in quarantena dovrebbero essere sostenuti dall’azienda ma che, a sua volta, potrebbe incorrere nel deficit delle risorse. Un pericoloso gatto che si morde la coda.