Buone notizie per molte lavoratrici che potrebbero a breve beneficiare di importanti novità per quanto riguarda i requisiti per andare in pensione.

opzione donna
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La pensione si rivela essere, senz’ombra di dubbio, un traguardo importante nella vita di una persona. Dopo tanti anni alle prese con i vari impegni lavorativi, infatti, è finalmente possibile staccare la spina dai vari impegni quotidiani e dedicarsi alle proprie passioni. Non è un caso, quindi, che la maggior parte delle persone non veda l’ora di maturare i requisiti necessari per accedere a tale misura.

A tal proposito interesserà sapere che il governo starebbe pensando alla riconferma di un’importante misura a favore delle lavoratrici, che permetterebbe loro di andare in pensione in anticipo, con condizioni migliori rispetto al passato. Ma di cosa si tratta? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensione, buone notizie in arrivo per le lavoratrici: Opzione donna anche nel 2022

La riforma delle pensioni che verrà approvata dall’attuale governo a guida Draghi dovrebbe portare con sé delle novità, ma anche importanti conferme. Mentre da un lato sembra pronto l’addio a quota 100, dall’altro canto Opzione Donna sarà quasi sicuramente confermata, rivelandosi meno penalizzante rispetto al passato. Come è facilmente intuibile dal nome si tratta di una pensione dedicata alle donne, grazie alla quale le lavoratrici possono lasciare anticipatamente il mondo del lavoro.

Una soluzione che ha attirato l’interesse di una buona fetta di donne, con almeno 35 anni di contributi, che hanno così potuto lasciare il lavoro al compimento di 58 anni di età, 59 per le lavoratrici autonome. A tal proposito l’esecutivo starebbe pensando di riconfermare Opzione donna, innalzando però di un anno l’età pensionabile. In questo modo le lavoratrici dipendenti potrebbero accedere al trattamento pensionistico all’età di 59 anni, mentre le autonome a 60 anni.

Una decisione che, di primo acchito, potrebbe sembrare poco vantaggiosa. Nella realtà dei fatti, però, consentirebbe alle lavoratrici di beneficiare di un trattamento migliore. Questo è da rinvenire nel sistema di calcolo. La pensione con Opzione Donna, infatti, viene liquidata attraverso un calcolo interamente basato sul sistema contributivo, che si rivela essere più penalizzante rispetto a quello misto.

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Questo si verifica in quanto i contributi versati prima del 1996 vengono migrati al sistema contributivo. Ebbene, attendendo un anno in più per andare in pensione, fermo restando 35 anni di contributi versati, la pensione risulta meno penalizzante in quanto ci sarebbe un anno in meno di contributi da considerare prima del 1996.