Andare in pensione nel 2021 all’età di 57 anni è possibile. Entriamo quindi nei dettagli e  vediamo cosa c’è da sapere in merito.

pensione 57 anni
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L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione“, recita l’articolo 1 della Costituzione. E in effetti non si può negare come l’attività lavorativa si riveli essere una parte importante della nostra vita, in quanto ci consente di attingere a quella fonte di reddito necessaria per riuscire ad acquistare i vari beni e servizi di nostro interesse.

Allo stesso tempo i vari impegni e scadenze da rispettare si rivelano essere spesso anche fonte di problemi. Proprio per questo motivo sono in molti a non vedere l’ora di poter finalmente accedere al trattamento pensionistico e dedicarsi alle proprie passioni. A tal proposito interesserà sapere che, in determinati casi, è possibile andare in pensione all’età di 57 anni. Ma come è possibile? Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

Andare in pensione nel 2021 a 57 anni è possibile: tutto quello che c’è da sapere

In attesa di scoprire quali novità verranno introdotte dal governo a guida Draghi grazie alla riforma delle pensioni, è bene sapere che nel 2021 è possibile accedere a tale trattamento all’età di 57 anni. Ad esempio con quota 41, a cui hanno diritto solo determinate categorie di lavoratori, si potrebbe andare in pensione all’età di 57 anni solo iniziando a lavorare all’età di 16 anni, dato che bisogna aver maturato almeno 41 anni di contributi.

Soffermandosi sempre sulla possibilità di accedere alla pensione all’età di 57 anni, inoltre, è bene sapere che tale trattamento è garantito in caso di invalidità civile. Esiste anche l’assegno ordinario di invalidità che viene riconosciuto quando la capacità lavorativa risulta ridotta di una certa percentuale e il soggetto interessato abbia maturato almeno 5 anni di contributi. Chi non ha diritto all’assegno d’invalidità, invece, potrebbe ottenere quello di inabilità, sempre a patto di aver maturato almeno 5 anni di contributi. In particolare possono accedere alla pensione all’età di 57 anni i dipendenti pubblici con invalidità riconosciuta pari o superiore all’80%. In questo caso bisogna aver maturato almeno 15-20 anni di contributi e non è possibile accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Lavoratori non vedenti e RITA: chi può andare in pensione prima

I lavoratori non vedenti possono andare in pensione anche prima dei 57 anni se presentano un residuo visivo inferiore al 10% e siano stati colpiti da tale patologia prima dello svolgimento della mansione lavorativa.  Entrando nei dettagli le donne possono andare in pensione già all’età di 51 anni, mentre gli uomini a 56 anni. In entrambi i casi bisogna aver maturato almeno 10 anni di contributi.

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Per finire ricordiamo che è possibile andare in pensione all’età di 57 anni anche grazie alla  Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, meglio nota come RITA. Quest’ultima permette sia agli uomini che alle donne di andare in pensione ben 5-10 anni prima del previsto. In particolare bisogna avere 57 anni se si tratta di lavoratori disoccupati, mentre i lavoratori dipendenti o autonomi devono avere 62 anni. Per quanto concerne i contributi, bisogna avere maturato almeno 20 anni e aver versato almeno 5 anni di contributi in un Fondo pensione.