Brutte notizie per molti lavoratori che rischiano di vedersi decurtare lo stipendio a causa della mancanza di fondi per pagare le quarantene.

covid, stipendi a rischio
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È trascorso ormai più di un anno da quando il Covid è entrato nelle nostre vite, portando con sé delle ripercussioni negative sia dal punto di vista delle relazioni finanziarie che sociali. Al fine di contrastarne la diffusione il governo ha deciso di optare per l’adozione di una serie di misure restrittive, in seguito alle quali molti imprenditori hanno dovuto abbassare le serrande delle proprie attività. Molte persone, purtroppo, si ritrovano quindi a dover fare continuamente i conti in tasca prima di comprare qualcosa.

Questo al fine di evitare di incidere ulteriormente sul proprio bilancio famigliare. Se tutto questo non bastasse, di recente l’Inps ha lanciato un vero e proprio allarme che non è passato di certo inosservato. Molti lavoratori, infatti, rischiano di vedersi decurtare lo stipendio a causa della mancanza di fondi per pagare le quarantene. Una vera e propria “bomba sociale“, con migliaia di lavoratori che non potranno più aver diritto all’indennità. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Covid, non ci sono soldi per pagare la quarantena: l’Inps lancia l’allarme

Al fine di aiutare le categorie maggiormente colpite dalla crisi, il governo ha deciso di adottare nel corso degli ultimi mesi varie misure, come ad esempio quelle previste nel Decreto Sostegni Bis. Numerosi i bonus e le agevolazioni previste, anche se allo stesso tempo non mancano, purtroppo, le brutte notizie.

Ne è una chiara dimostrazione il messaggio n° 2842 del 6 agosto dell’Inps, attraverso il quale l’ente ha reso noto che la quarantena non verrà pagata per gli eventi avvenuti nel corso del 2021, ma solo per quelli del 2020, in quanto non sono state stanziate nuove risorse. Allo stesso tempo precisa che, per i lavoratori fragili, il diritto allo smart working è fino al 31 ottobre, ma l’assenza dal lavoro è equiparata al ricovero ospedaliero solo se avvenuto fino al 30 giugno.

“Con l’occasione, si ricorda, come precisato nel citato messaggio n. 1667/2021, che il legislatore attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena di cui al comma 1 dell’articolo 26 in commento e che, pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’Istituto non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso“, ha infatti specificato l’ente.

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Una notizia che non è passata di certo inosservata, soprattutto considerando che costringe coloro che non possono lavorare da remoto a restare per un certo periodo di tempo senza  stipendio e senza contributi.