Buone notizie per coloro che hanno deciso di conservare le vecchie monete. Vi sono, infatti, delle 20 Lire che a oggi sono molto ricercate e valgono una fortuna.

monete rare
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La casa rappresenta da sempre il posto sicuro dove poter staccare la spina dai vari impegni della vita quotidiana. Ma non solo, rappresenta anche il luogo dove custodiamo ricordi e oggetti preziosi, che finiscono per segnare inevitabilmente la nostra esistenza. Ne sono un chiaro esempio alcuni vecchi giocattoli, ma anche bottiglie di vino e cimeli vari tramandati dai propri nonni. Alcuni di questi oggetti nel corso degli anni vengono buttati o comunque dimenticati, altri invece, continuano ad essere conservati quasi come fossero dei tesori preziosi da tenere lontano da occhi indiscreti.

Tra questi si annoverano anche alcune monete rare, che spesso si rivelano essere un’importante fonte di guadagno. Lo sanno bene gli appassionati di numismatica e i collezionisti, alla costante ricerca di pezzi davvero unici nel loro genere. Ebbene, proprio in tale ambito interesserà sapere che esistono alcune vecchie 20 lire che ad oggi valgono una vera e propria fortuna. Ma di quali si tratta? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Monete rare, occhio al portafoglio: le 20 lire del 1927 valgono una fortuna

Alcune monete rare o antiche spesso si rivelano essere anche un’importante fonte di guadagno. Proprio per questo motivo, se in possesso, è bene prestare la massima attenzione, evitando di compiere possibili azioni che potrebbero rovinarle. Tra le vecchie lire che oggi sono particolarmente ricercate e che valgono una fortuna, si annoverano le 20 lire del 1927.

Quest’ultime, come si evince dal sito di Moruzzi Numismatica, sono vendute per un valore pari a circa 330 euro. La descrizione che viene fatta è la seguente, moneta del “Regno d’Italia, Vittorio Emanuele III, 20 Lire, 1927 A VI, Littore, zecca di Roma, Argento, mSPL“.

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Moneta rara, questa 20 lire presenta sul dritto la testa del Re volta a destra. Sul retro vi è una figura maschile nuda recante un fascio, che saluta romanamente una figura femminile seduta che reca una fiaccola con la mano destra e appoggia la sinistra ad uno scudo con lo stemma Sabaudo.