L’elettrodomestico più utilizzato durante l’estate, il ventilatore, ecco come calcolare i costi e come risparmiare

Ventilatore in camera (Fonte foto: web)

Non è certo colpa nostra se il ventilatore non resta fermo in casa, nei mesi estivi. Specialmente con i gradi raggiunti tra Centro e Sud Italia quest’anno, tra luglio ed agosto, è impossibile non soffrire il caldo torrido. Per chi soffre maggiormente queste condizioni climatiche, è doveroso accenderlo anche di notte, per evitare di restare senza dormire.

Ma logicamente, come tutti gli elettrodomestici, anche questo ha dei costi di consumo. Pensate tenerlo acceso tutta la notte a quanto equivarrà sulle nostre bollette. Tra poco andremo a vedere, intanto può interessarvi anche quali app consumano maggiormente la batteria dei nostri smartphone.

Ventilatore: quanto consumiamo tenendolo acceso

I tre fattori principali che ci aiuteranno a capire i costi di bolletta, sono: potenza del ventilatore; tempo in cui resta acceso; costi delle nostre utenze per l’elettricità. Di notte, calcoliamo che lo avremo acceso in camera per otto ore consecutive. Se si ha un ventilatore moderno, in media questo consuma dai 30 Watt ai 60 Watt. Il costo medio calcolato per la fascia tariffaria, esso va dai 0,20 centesimi agli 0,48 ogni KWh.

Fatti questi calcoli sul proprio elettrodomestico di casa, sarà facile intuire su quanto ci stiamo orientando, se volessimo tenerlo acceso tutte le notti per un mese. Scoprirete ad ogni modo, che il ventilatore non consuma poi molto rispetto ad altri strumenti in casa. Per questo, vi abbiamo anche suggerito come ridurre i consumi del frigorifero.

LEGGI ANCHE>>> Da 100 euro a 500 mila: l’investimento che rende ricchi

Ad ogni modo, i ventilatori moderni hanno tutti al loro interno un timer, che ci farebbe bene in due modi: il primo è il risparmio e l’altro è legato alla possibilità di avere dolori vari per l’umidità che comunque ci colpisce tutta la notte. Anche perché spesso quando accendiamo questo elettrodomestico siamo già sudati a causa del caldo e l’aria fredda per otto ore è diversa da quella assunta per esempio in tre. Questo è un aspetto quindi, da non sottovalutare, programmando i tempi di spegnimento.