Gli smartphone sono strumenti con i quali siamo spiati continuamente. Un esperto di cybercrime svela il pericolo che corriamo e delinea a tratti netti i nostri peggiori incubi.

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Siamo spiati attraverso gli smartphone, a dirlo non è un paranoico complottista di turno ma un noto esperto italiano di cybercrime. Alessandro Curioni, questo il suo nome, è un docente di sicurezza dell’informazione all’Univerisità Cattolica di Milano e in una recente intervista ha svelato alcuni dettagli che possono farci rabbrividire.

Le affermazioni di Curioni, dal 5G ai pirati del web

Diversi enti e aziende si rivolgono a Alessandro Curioni per risolvere le gravi problematiche legate alle azioni dei pirati del web. Il pericolo corre da molteplici parti dato che i bravi hacker sono in grado di accedere illegalmente a reti di informazione e ad archivi di dati informatici, di copiare programmi riservati, aggiungere modifiche ai documenti. I danni causati da questi attacchi devono essere riparati da esperti come Curioni.

Non solo aziende ed enti, però, sono vittime dei pirati del web. Il professore ha parlato di problemi anche a livello più “popolare” e delle preoccupazioni lecite delle persone comuni. Un esempio che ha riportato è legato al 5G. Secondo Curioni, lo standard di trasmissione della telefonia mobile ha un ruolo fondamentale, è la leva che governa il mondo. Di conseguenza, dato che gli operatori principali sono Huawei e Zte, entrambe aziende cinesi, se il 5G dovesse diventare l’unica rete, gli europei e gli occidentali in generale avrebbero seri motivi per preoccuparsi.

Nessuna accusa alla tecnologia ma all’uomo

I veri problemi, secondo Curioni, non sono legati alla tecnologia e alla sua costante evoluzione bensì agli uomini che la sfruttano in maniera illecita appoggiandosi alla debolezza di altri uomini. L’anello debole è l’uomo – afferma l’esperto – soprattutto quando si parla di pirati del web. Gli hacker che optano per un attacco informatico non sono molti dato che si tratta di un lungo lavoro che richiede mesi e mesi di preparazione. La maggior parte dei pirati del web preferisce inviare e-mail con falsi link per poter rubare account e password di ignare vittime e svuotare conti e carte. Non vengono sfruttate, dunque, le vulnerabilità della tecnologia ma quelle degli esseri umani.

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E lo spionaggio tramite smartphone?

Un altra questione toccata dall’esperto Curioni riguarda gli smartphone. I device sono uno strumento attraverso il quale veniamo spiati continuamente. Per poter giungere a questa conclusione, il professore ha messo un atto un esperimento. Durante un corso aziendale ha ripetuto per trenta volte “Avengers endgame”. Poco dopo, accedendo a Google si è accorto che tra i risultati è apparsa la data dell’uscita del film. L’ipotesi di Alessandro Curioni è che in qualche modo dobbiamo ripagare la generosità di Google di averci regalato Android, sistema operativo per smartphone o altri servizi come Gmail. Nulla è gratis, a meno che non ci sia un tornaconto.