Phishing a raffica, autorità preoccupate: ecco chi rischia di più

In pandemia si sono moltiplicati i tentativi di truffa. E il phishing è la più utilizzata. Il Codacons lancia un allarme su dati precisi.

Phishing
Foto © AdobeStock

Una raffica di truffe e tentate tali ha caratterizzato l’anno e più di pandemia. Un’ondata che non è passata inosservata, soprattutto in relazione ai tentativi di phishing. La truffa svuota-conto particolarmente apprezzata da chi ha scelto di agire nell’ombra per raggirare il prossimo e che, rispetto alle origini, ha decisamente incrementato la sua pericolosità. Tranelli più sofisticati, soprattutto a danno dei clienti di alcune banche (Intesa Sanpaolo e Unicredit su tutte) ma anche diverse segnalazioni spot su mail personali. La situazione è estremamente complessa.

Le autorità sono in allarme e il Codacons ha stilato un report sulle condizioni di rischio vissute da tutte le persone che possiedono un conto e un servizio di homebanking. Ma, semplicemente, anche da chi possiede una mail. Solitamente il trucco non differisce fra un cliente di banca o un semplice titolare di PostePay: un presunto problema, conto bloccato e necessità di cliccare su un link miracoloso che consentirebbe di risolvere il problema.

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Allarme phishing, il Codacons istruisce: come difendersi

Nel momento in cui compaiono queste mail, il prezzo è sempre lo stesso: cliccare sul link e indicare i propri dati per risolvere il problema. Niente di più sbagliato. Un po’ perché nessuna banca né altri enti comunicano cose del genere via mail, un po’ perché comunciare i propri dati personali a un portale web non autorizzato è il modo migliore per farseli rubare. E, nove su dieci, per farsi rubare i soldi. Anche Bitdefender Antispam Lab segnala un serio problema per quanto riguarda il phishing. Si tratta di una tecnologia di difesa che rileva i messaggi spam e citata dal Codacons.

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Come riferisce l’ente, “le ondate sono sempre più numerose e i consigli sono i soliti”. Ovvero, non fidarsi dei link, non cliccarci mai e soprattutto contattare immediatamente la propria banca senza lasciarsi prendere dal panico. Mai prestare fiducia alle comunicazioni via mail. Sono fallaci e non veritiere, anche se apparentemente molto autorevoli. Come precisa il Codacons, “controllare sempre l’affidabilità del messaggio di testo prestando massima attenzione ad eventuali sgrammaticature”. Questo è il primo ma decisivo passo.

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