Buone notizie per tutti i proprietari di immobili che, in determinati casi, possono beneficiare dell’esenzione dal pagamento dell’Imu. Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Foto © AdobeStock

L’ultimo anno ha visto le nostre vite cambiare a causa del Covid che ha portato con sé delle ripercussioni negative sia dal punto di vista delle relazioni sociali che economiche. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene chiesto di prestare attenzione a vari accorgimenti, come ad esempio il distanziamento sociale. Ad aggravare la situazione il fatto che molti imprenditori abbiano dovuto abbassare le serrande delle proprie attività, costringendo molte persone a dover fare i conti con delle minori entrate.

Far fronte alle varie spese risulta sempre più difficile. Da qui la necessità di interventi ad hoc da parte del governo, come quello approvati con il Decreto Sostegno Bis. Proprio quest’ultimo, in effetti, porta con sé delle novità per molti proprietari di immobili, che possono beneficiare in alcuni casi dell’esenzione dal pagamento dell’Imu e anche del relativo rimborso. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Imu, ottenere l’esenzione è possibile: chi ne ha diritto e come funziona

Come noto, gli immobili adibiti a prima casa, eccetto quelli di lusso, beneficiano dell’esenzione dal pagamento dell’Imu. Un’agevolazione che, grazie ai due decreti sostegni, è stata estesa anche ai proprietari di altri tipi di immobili. Lo sanno bene i proprietari che non possono disporre del proprio immobile a causa del blocco degli sfratti. I soggetti in questione, è bene ricordare, hanno già dovuto pagare l’acconto per il 2021 entro lo scorso 16 giugno. Proprio per questo motivo possono chiederne il relativo rimborso. Ma non solo, non dovranno pagare il saldo dovuto entro il prossimo 16 dicembre.

A beneficiare di tale agevolazione, ricordiamo, sono solo i proprietari di immobili residenziali e non commerciali. Gli immobili per cui si ha diritto all’esenzione sono quelli oggetto di un contratto di locazione a uso abitativo, per cui il proprietario ha ottenuto dall’autorità giudiziaria un provvedimento di convalida di sfratto per morosità dell’inquilino. Entrando nei dettagli si tratta di convalide di sfratto avvenute:

  • entro il 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è rimasta sospesa sino al 30 giugno per effetto delle disposizioni contenute nei decreti Cura Italia, Rilancio e Milleproroghe 2021;
  • successivamente al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è stata sospesa dal decreto Sostegni fino al 30 settembre 2021, per quanto concerne i provvedimenti di rilascio adottati tra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020. Fino al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati tra il 1° ottobre 2020 e il 30 giugno 2021.

LEGGI ANCHE >>> Reddito di cittadinanza, la scomoda verità: tutto quello che c’è da sapere

Come già detto, nel caso in cui i soggetti aventi diritto abbiano già provveduto a pagare la prima rata dell’Imu, hanno diritto al relativo rimborso.