Pessime notizie per molte famiglie italiane che, oltre alle varie ripercussioni conseguenti l’impatto del Covid, si ritrovano a dover fare i conti con tutta una serie di rincari.

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Il 2020 è stato segnato dall’impatto del coronavirus che continua, purtroppo, ad avere delle ripercussioni negative sulle vite di tutti noi sia dal punto di vista sociale che economico. Molti imprenditori hanno dovuto chiudere le proprie attività, con sempre più persone alle prese con una difficile gestione del bilancio famigliare. Un contesto particolarmente complicato, che richiede l’applicazione di misure ad hoc da parte del governo.

Tra queste si annovera il Decreto Sostegni Bis, approvato di recente dall’esecutivo a guida Draghi, al fine di fornire un aiuto alle categorie maggiormente colpite dalla crisi economica in corso. Una misura importante, ma purtroppo non sufficiente. Se tutto questo non bastasse bisogna fare i conti con tutta una serie di rincari che vanno inevitabilmente ad incidere sul nostro portafoglio. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

Dalle bollette alla spesa, attenti alla batosta: l’inflazione accelera ancora

Oltre alle varie restrizioni, l’ultimo anno è stato segnato dall’aumento di molte tariffe. L’Istat, infatti, ha stimato che nel mese di luglio l’aumento dei prezzi, ovvero l’inflazione, misurata dall’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, sia stato dello 0,5% su base mensile, quindi rispetto a giugno 2021. È pari all’1,9%, invece, su base annuale, ovvero rispetto a luglio 2020.

Entrando nei dettagli, le stime dell’Istat sull’inflazione evidenziano un aumento dei prezzi dovuto prevalentemente ai beni energetici, passati dal +14,1% di giugno a +18,6%. A crescere maggiormente sono i beni energetici della componente regolamentata, mentre i prezzi della componente non regolamentata rallentano. Contribuiscono all’accelerazione dell’inflazione, ma in misura minore, i prezzi degli alimentari lavorati.

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In questo caso si registra un’inversione della tendenza da -0,4% a +0,2%. Quelli alimentari non lavorati, invece, passano da-1,1% a -0,2%. Da non trascurare, poi, l’aumento dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, passato da +1,0% a +1,3%. Si registra anche l’accelerazione dei prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione, passati da +1,5% a +2,1%.