Fisco, pioggia di lettere in arrivo: cosa sta succedendo

Pioggia di lettere in arrivo per molti contribuenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa sta succedendo.

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L’ultimo anno è stato segnato dal Covid che continua, purtroppo, ad avere delle ripercussioni negative sia per quanto riguarda l’aspetto delle relazioni interpersonali che economiche. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene chiesto di prestare attenzione a vari accorgimenti, con molte attività che hanno dovuto purtroppo abbassare le saracinesche, costringendo molto persone a dover fare i conti con una difficile gestione del bilancio famigliare.

Un contesto difficile, che ha visto il governo optare per l’adozione di interventi ad hoc, come ad esempio quelli approvati con il Decreto Sostegni Bis. Allo stesso tempo la macchina amministrativa non si ferma mai, con l’Agenzia delle Entrate pronta ad effettuare una raffica di controlli, attraverso l’invio di una pioggia di lettere. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Fisco, pioggia di lettere in arrivo per promuovere la compliance dei cittadini

La macchina amministrativa non si ferma mai, con l’Agenzia delle Entrate pronta a ripartire con l’invio delle cartelle esattoriali. Salvo ulteriori proroghe, infatti, la ripresa dell’attività di riscossione è prevista dall’inizio di settembre, dato che la sospensione resterà valida fino alla fine di agosto. Nel frattempo l’Agenzia delle Entrate è al lavoro per contrastare l’evasione fiscale attraverso l’invio di lettere di compliance.

In questo modo si intendono verificare se i dati presenti nelle dichiarazioni dei redditi siano stati correttamente riportati. In questo modo si punta all’adempimento spontaneo dei contribuenti. Tali comunicazioni, ricordiamo, non sono ancora da considerare come una forma di accertamento formale.

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Si limitano, infatti, a segnalare al contribuente un insieme di informazioni inerenti le annualità precedenti e le anomalie riscontrate nelle dichiarazioni dei redditi. Spetta quindi al cittadino replicare, fornendo le opportune giustificazioni, prima che l’Agenzia delle Entrate provveda a notificare un avviso di accertamento. In caso contrario il contribuente può provvedere autonomamente alla correzione di possibili errori attraverso il ravvedimento operoso.