Ancora un incendio nella periferia est di Napoli dove la situazione è diventata da anni insostenibile. Gente in strada.

Incendio campo rom
Incendio campo rom

Uno spaventoso incendio è diventato nella notte nei pressi del campo rom di Barra, estrema periferia orientale di Napoli. Quello che inizialmente era passato come l’ennesimo rogo di rifiuti, pratica purtroppo usuale all’interno del campo si è manifestato dopo qualche ora in tutta la sua pericolosità e gravità. Un incendio di enormi proporzioni che di fatto ha travolto lo stesso campo e costretto all’evacuazione di circa 400 persone, compresi numerosi bambini.

Le fiamme hanno devastato non solo l’interno dell’accampamento di Barra, ma anche una grossa are confinante con un tratto autostradale. Dinamica, questa, che ha portato alla chiusura per ben due volte dello stesso tratto, per preservare l’incolumità degli automobilisti considerate fiamme e fumo che non cessavano ad indietreggiare. L’incendio domato apparentemente una prima volta intorno alle 12 è ritornato prepotentemente qualche minuto dopo. Al momento la situazione sembra essere tornata sotto controllo.

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Chi ha appiccato le fiamme? Questo si chiedono i cittadini napoletani

Da anni ormai la popolazione della periferia orientale di Barra, ma in questo caso va considerata anche tutta l’area antistante al campo rom in questione, è costretta a convivere quotidianamente con i roghi di rifiuti e quindi di sostanze altamente inquinanti e dannose per l’organismo umano. Li, al campo, è pratica usuale incendiare pneumatici di ogni tipo e qualsiasi scarto considerato non più utile alla causa. Il risultato, considerato l’assoluto stato di degrado di abbandono e di degrado in cui versa il quartiere napoletano è la più classica delle guerra tra poveri mentre alle spalle qualcuno, chissà, magari starà traendo interesse da tutto questo.

Numerose inchieste degli anni passati, messe in piedi a Roma ad esempio o in altri parti del paese hanno di fatto chiarito quanto sia forte l’interesse di una parte della politica in merito alla questione campi rom. Fondi stanziati e mai utilizzati a dovere, giri di interesse che i cittadini probabilmente nemmeno immaginano, ma che hanno come risultato il persistere di una situazione da anni troppo rischiosa e troppo grave per poter essere liquidata con pochi proclami di natura apparentemente solidale.

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Ci si interroga a questo punto sulla reale natura dell’incendio, il classico rogo di rifiuti sfuggito all’attenzione dei responsabili all’interno del campo, di certo non favoriti dal caldo infernale di questi giorni, o la mano esterna, che cosi come successo qualche anno fa a Ponticelli, altro campo rom improvvisamente preso dalle fiamme, ha voluto probabilmente richiamare l’attenzione su questa realtà fatta di abbandono, degrado e forti responsabilità politiche.

La giustizia a questo punto farà la sua parte, le indagini proveranno a chiarire cosa è successo questa notte a Barra. Nel frattempo nel quartiere ed in molte zone limitrofe, l’aria è diventata irrespirabile. Un area che vanta la più alta incidenza di tumori del territorio napoletano e non solo, afflitta, segnata, incastrata tra immobilismo istituzionale e mero calcolo. Che sia l’ora della verità.