Prelievo da un’altra banca, la batosta delle commissioni: ecco quanto costa

Effettuare un prelievo presso un’altra banca significa affrontare costi ben precisi. Commissioni che, in caso ci si trovi all’estero, potranno essere molto alte.

Prelievo contanti
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La lotta al contante passa dalla chiusura progressiva degli sportelli atm. Una mossa ormai ampiamente annunciata da alcune banche e addirittura già in esecuzione da parte di altre. Uno degli strumenti per l’abbattimento dell’evasione fiscale passando per l’incentivo dei pagamenti tracciabili. Tuttavia, l’accesso agli sportelli atm, finché ci sarà, resterà un elemento indispensabile per i consumatori. Il pagamento in contante, infatti, continua a essere uno strumento privilegiato e saltare definitivamente il fosso sarà piuttosto difficile.

Stando così le cose, viene quantomeno da chiedersi se, qualora subentrassero determinate esigenze, effettuare il prelievo presso un altro istituto di credito sia possibile. La risposta, naturalmente, è affermativa a patto che maturino alcune condizioni. Allo stesso modo, è chiaro che prelevare soldi da una banca che non è la propria comporta dei costi. Una volta chiariti questi due elementi, andiamo a vedere quanto effettivamente potrebbe costare effettuare questa operazione.

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Prelievo in banche diverse: costi e condizioni

Il prelievo presso la propria banca è conveniente per tanti motivi. Il primo e principale, è l’assenza di costi di servizio. In sostanza, è possibile prendere dei soldi dal proprio conto senza dover sborsare nessuna percentuale aggiuntiva per coprire i costi di commissione. Radicalmente diversa la situazione nel momento in cui si decide di effettuare l’operazione presso un altro sportello bancario. E attenzione, è tutt’altro che una possibilità remota. Ad esempio, nel momento in cui ci si trasferisca in un’altra città, potrebbe capitare di non avere a portata di mano una filiale della propria banca di riferimento.

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Cosa succede quindi? E’ bene sapere che rispetto ai balzelli del prelievo non esiste un limite. Tuttavia, occorre ricordare che il pagamento delle commissioni è uno step imprescindibile e, in caso di trasferimento in Paesi esteri, potrebbe trattarsi di costi piuttosto gravosi. Qualora si trattasse di una situazione di questo tipo, sarà meglio programmare i prelievi in modo da non ritrovarsi commissioni troppo esose. Il valore di quest’ultime, a ogni modo, non può andare oltre lo 0,3% della transazione. Siamo quindi nell’ordine di 2 euro al massimo. L’importante è che la banca presso cui si preleva appartenga allo stesso circuito della nostra. E questa sì può essere una limitazione.