Monte dei Paschi, sportelli a rischio: apprensione per clienti e lavoratori

Almeno 1.250 sportelli Monte dei Paschi pronti a passare a Unicredit nell’ambito del processo di acquisizione. I dipendenti tremano.

Monte dei Paschi di Siena
Foto © AdobeStock

Grosse novità in vista per Monte dei Paschi di Siena, pronte a riguardare sia i dipendenti che i clienti dell’importante istituto di credito. Il vento tira dalla parte di un’altra importante banca come Unicredit, la quale sarebbe pronta a rilevare ben 1.250 sportelli MpS. A comunicarlo è la Federazione autonoma Bancari italiani (Fabi), che spiega come gli sportelli atm del banco senese siano ormai a rischio. Per questo la notizia riguarda i risparmiatori ma, in un certo senso, anche gli operatori e i dipendenti della banca.

Secondo Fabi, l’operazione porterà all’acquisizione di Monte dei Paschi di Siena da parte di Unicredit, con inclusione della maggior parte degli sportelli bancomat. Alcuni finiranno per essere acquisiti, mentre un altro numero, nell’ordine di 30 o 40, potrebbero essere chiusi. Almeno un centinaio di bancomat in procinto di finire sotto l’egida Unicredit sono situati fra le regioni dell’Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia.

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Monte dei Paschi, i bancomat (e non solo) finiscono a Unicredit: cosa cambia

La transizione da un istituto di credito all’altro sarà un problema relativo. Per quanto riguarda la chiusura, tuttavia, la preoccupazione è ben maggiore. Senza contare che numerosi dipendenti del gruppo MpS hanno già scelto di aderire al pensionamento anticipato su base volontaria tramite il fondo esuberi. Circa 70 mila dipendenti hanno scelto questa opzione che, di fatto, è stata intrapresa come strada per evitare il licenziamento. Il solo passaggio da Monte dei Paschi a Unicredit, infatti, potrebbe prevedere anche 5 mila esuberi. Una situazione che, secondo Fabi, richiederebbe perlomeno un finanziamento a MpS da parte del Tesoro. Su questo punto, come su altri, si è tuttavia ancora in fase di discussione. La strategia dovrebbe essere del tutto simile a quella adottata nel 2017 per il salvataggio delle banche venete.

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Per ora, la strategia del pensionamento anticipato è quella prediletta da chi rischia di finire fra gli esuberi. Chiaro che i requisiti minimi dovranno essere raggiunti per ottenere il trattamento. Nello specifico, si tratta della maturazione dei requisiti sia anagrafici che contributivi entro cinque o sette anni (questo viene stabilito dal Fondo di solidarietà del settore) dalla data indicata come cessazione del rapporto di lavoro. Da quel momento, secondo la procedura, il dipendente inizierà a ricevere uno stipendio ridotto del 20% fino al raggiungimento dell’età pensionistica.