I lavori in autostrada non fanno più paura: al casello scatta il Cashback

Incappare in un cantiere, deviazioni o restringimenti significherà vedersi rimborsato il pedaggio. Ecco come funziona il Cashback autostradale.

Autostrade cantieri rimborso Cashback
Foto © AdobeStock

Il ritardo in autostrada non sarà più infruttuoso. Il tempo impiegato per percorrere tratti occupati da cantieri, lavori, restringimenti e altri interventi che rallentano il tragitto (pagato) per ridurre i tempi di percorrenza, ora troverà un sistema di rimborso praticamente identico al Cashback. Tutto tramite app IO e a fine anno, con un’unica soluzione che permetterà di avere accesso al proprio “portafogli” accumulato per eventuali ritardi sulla tabella di marcia. Il funzionamento è piuttosto semplice e servirà a combinare sia i dati relativi ai ritardi che all’effettiva presenza di cantieri autostradali.

Comunque, un incentivo per quanti sceglieranno di mettersi in marcia ad agosto per raggiungere i luoghi delle vacanze. Le deviazioni causate da lavori sul tratto dell’autostrada sono fra le cause principali dei ritardi di percorrenza. E con la nuova iniziativa, si cercherà di renderla quantomeno più leggera in ottica viaggio, con la prospettiva di rientrare almeno delle spese di carburante.

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Cashback al casello: ecco come funziona il rimborso

Autostrade ha di fatto raccolto l’invito di Assoutenti, che a giugno aveva avanzato la proposta di “un indennizzo traffico al pari di quanto avviene già da anni con treni e aerei”. Un’idea che non ha trovato in disaccordo la rete Aspi, che ha di fatto disposto un sistema di rimborso speculare al Cashback in grado di risarcire gli utenti autostradali dei pedaggi in caso di forti ritardi. Il sistema di calcolo è proporzionale e si baserà sulla tratta percorsa e la differenza tra orario di ingresso e uscita dall’autostrada. Oltre che utilizzare il supporto di Google Maps per individuare i tratti interessati dai cantieri e incrociare i dati forniti dagli utenti.

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La proposta è ora nelle mani del Ministero delle Infrastrutture e dell’Antitrust. Tuttavia, si è già parlato di un possibile stanziamento di 250 milioni da destinare ai rimborsi. Vero è che verranno posti dei limiti specifici, che riguarderanno sia la tipologia dei cantieri (dovrebbero rientravi solo quelli che producono restringimenti di carreggiata o deviazioni) che il ritardo accumulato, il quale dovrà essere comunque consistente in proporzione al tratto percorso. Al momento, all’identikit dovrebbero corrispondere i cantieri attivi sulla A1 Milano-Napoli e sulla A10 in Liguria. Si partirà con una prova, dopo l’estate si vedrà.