Estate, regna la prudenza: la variante Delta impatta sul turismo

Lo spettro della variante sembra più forte anche della campagna vaccinale: luglio conferma il trend in discesa per il turismo. E ad agosto non andrà meglio.

Turismo disdette
Foto © AdobeStock

Di interrogativi ce ne eravamo posti parecchi già lo scorso anno, quando per la prima volta il mondo si apprestava a vivere un’estate a braccetto con la pandemia da Covid-19. A dodici mesi di distanza e con una nuova stagione estiva nel pieno del suo svolgimento, le domande sono più o meno sempre le stesse. La “libertà” della bella stagione imporrà nuove chiusure? La circolazione in zona bianca significherà una risalita dei contagi e quindi altre restrizioni? In realtà i trend sono già abbastanza chiari. E a rilevarli è Confturismo, nel suo dossier sul mese di luglio.

Una situazione decisamente complicata per un settore che, a seguito delle restrizioni, ha subito la frenata peggiore in termini economici. A mescolare (di nuovo) le carte è arrivata la variante Delta che, secondo l’analisi di Confturismo, ha impattato seriamente sull’andamento dei flussi turistici, in particolare per quel che riguarda la presenza di stranieri nel nostro Paese. Più in generale, a rimetterci sono stati i movimenti intercontinentali, di fatto fermati sul nascere dal propagarsi della nuova variante.

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Turismo, gli effetti della variante Delta: come sta andando la stagione

Si era cominciato in ritardo, con il mese di giugno in piena campagna vaccinale, per poi passare a un luglio flagellato dallo spettro della variante Delta. Effetti combinati che, in modo piuttosto rapido, hanno portato a una serie di disdette a catena da parte di coloro che si apprestavano a partire. In sostanza, le aspettative di un’estate da ricordare come quella della ripresa dopo la pandemia sembrano già andate in archivio. A parlare sono i numeri: su un totale di 17 milioni in procinto di partire per le vacanze, addirittura il 34% (6 milioni circa) hanno già affermato di aver disdetto le proprie prenotazioni.

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E non è finita qui. Un terzo del restante 66%, secondo Confturismo sarebbe pronto a prendere la stessa decisione, proprio per non correre alcun rischio. In pratica, meglio rinunciare alle vacanze che trovarsi alle prese con un eventuale peggioramento della pandemia. In bilico, dati alla mano, ci sarebbero altri 8 milioni di vacanzieri, dopo gli 8 milioni già saltati nel mese di giugno. Il ritardo con le estati pre-Covid continua a essere abissale. Una via di mezzo sembra essere la durata delle vacanze: una, massimo due notti. Il periodo dai 3 ai 7 giorni sembra riguardare appena il 9% del campione di Confturismo, solo l 13% per periodi maggiori.