Pensioni, stangata in arrivo! Chi rischia di perdere l’assegno

Brutte notizie per molti pensionati che rischiano di perdere l’assegno. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Pensioni

Il lavoro nobilita l’uomo, consentendo di attingere a quella fonte di reddito necessaria per riuscire ad acquistare i vari beni e servizi di nostro gradimento. Allo stesso tempo non si può negare come spesso si riveli essere fonte di preoccupazione per via dei vari impegni e scadenze da rispettare. Non stupisce, quindi, che siano in molti a non vedere l’ora di poter finalmente accedere al trattamento pensionistico, in modo tale da staccare la spina e dedicarsi alle proprie passioni. A tal fine, come risaputo, bisogna essere necessariamente in possesso di alcuni requisiti sia per quanto riguarda l’aspetto anagrafico che contributivo.

Proprio per questo motivo sono in molti ad attendere con impazienza le decisioni che verranno prese dall’esecutivo a guida Draghi attraverso la prossima riforma delle pensioni, che dovrebbe essere attuata entro la fine dell’anno. In attesa di vedere quali novità verranno introdotte in tal senso, è sempre bene ricordare che anche una volta ottenuto l’accesso al trattamento pensionistico bisogna prestare attenzione ad alcune richieste da parte dell’Inps. Lo sanno bene tutti coloro che rischiano, a breve, di perdere l’assegno. Ma come è possibile e in quali casi? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Pensioni, stangata in arrivo: attenti alla data del 15 settembre per non perdere l’assegno

Attraverso un comunicato Inps inerente il cedolino di agosto, l’istituto di previdenza invita a prestare la massima attenzione alla data del 15 settembre 2021. Entro tale data, infatti, alcuni titolari di trattamento pensionistico devono provvedere a comunicare i dati reddituali inerenti gli anni precedenti. In caso contrario si vedranno revocare l’assegno.

Ovviamente, è bene ricordare, tale rischio non riguarda tutti i tipi di pensione. A dover prestare attenzione alla data del 15 settembre, infatti, sono i titolari di pensioni collegate al reddito, in tutto o anche solo in parte, i cui titolari non hanno ancora provveduto a fornire la comunicazione dei dati reddituali relativi al 2017 e al 2018. Tra le pensioni legate al reddito, come sottolinea l’INPS, si annoverano i percettori di:

  • integrazione al trattamento minimo;
  • maggiorazione sociale;
  • pensione ai superstiti.

Ebbene, i soggetti interessati che non hanno provveduto a comunicare i dati richiesti, si vedranno applicare nei cedolini di agosto e settembre una trattenuta di circa 14 euro, per le pensioni integrate al minimo, o, per quelle di importo superiore, pari al 10% della pensione.

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Ai pensionati interessati, intanto, è stata inviata una lettera raccomandata con l’indicazione della data del 15 settembre 2021 come ultima scadenza per l’invio dei redditi richiesti. Se non rispetteranno tale termine, l’Inps revocherà definitivamente le prestazioni in questione, provvedendo al recupero dell’indebito calcolato.