Banconote usurate: i passaggi da seguire per il loro smaltimento

Vediamo come bisogna comportarsi quando si è in possesso di banconote usurate che difficilmente si potrebbero riutilizzare

Banconote usurate
Fonte Facebook – Tabaccheria Bellantoni Giovanni Luca

Salvaguardare l’ambiente significa anche smaltire nel modo giusto le banconote usurate, ovvero quelle che ormai sono talmente datate da non poter essere più riutilizzate. Può capitare che alcuni esercizi commerciali non le accettino proprio per questo motivo.

Quando ci si trova in questa situazione come bisogna procedere? Anche se da un lato può non andarci giù, bisogna buttare le suddette banconote. L’auspicio è che siano di piccoli tagli, in modo tale da rendere meno doloroso il sacrificio.

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Banconote usurate: come vanno smaltite

In pochi ne sono a conoscenza, ma Bankitalia tra i suoi compiti, ha quello di controllare periodicamente il denaro cartaceo in circolazione, valutando che sia ancora integro e quindi pronto all’uso. In caso contrario va rimosso dal mercato.

Questo lavoro viene eseguito da 34 filiali italiane, che stabiliscono se le banconote sono o meno destinate al macero. Fino a poco tempo fa venivano spediti in discarica, ma per alleggerire il carico dei rifiuti, è sta ponderata una nuova procedura di smaltimento.

In pratica, le banconote ritenute eccessivamente usurate saranno bruciate nei termovalorizzatori presenti sul territorio nazionale con l’obiettivo di creare energia pulita. Prima di questa innovazione, venivano tagliate in piccole parti e pressate a forma di mattoncino.

Dal 2022 saranno interamente inserite nei termovalorizzatori. L’auspicio è quello di produrre meno rifiuti, in modo tale da diminuire i consumi energetici e aiutare l’ambiente, già falcidiato dalle molteplici attività umane.

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Bisogna considerare inoltre che il denaro cartaceo ha al suo interno diverse sostanze inquinanti come inchiostro, metalli pesanti, che smaltiti in discarica sono un vero e proprio boomerang per l’ecosistema.

La fase di sperimentazione ha già dato i suoi frutti. Gli impianti fotovoltaici collocati nella fabbrica di produzione delle banconote e sugli immobili delle filiali bancarie di Catanzaro e Catania hanno permesso di produrre in autonomia 67mila kilowattora di energia elettrica. Insomma, un primo piccolo passo per salvaguardare il mondo.

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