Molte persone pur di risparmiare sulle bollette si avvalgono di tecniche non consentite. Quella dei contatori modificati è tra le più utilizzate, scopriamo come funziona

Contatori modificati
Calamita sul contatore (Fonte foto: web)

Risparmiare sulle bollette è una pratica comune e naturalmente sacrosanta. Abbattere questo costo fisso è più che normale, ma ciò non significa che ci si deve lasciare andare a tecniche illegali e truffaldine. 

Purtroppo però c’è chi è disposto a tanto pur di giungere all’obiettivo infischiandosene della collettività e soprattutto delle conseguenze a cui può andare in contro. Facendo una panoramica in questo mondo caratterizzato dalla disonestà, ecco come agiscono queste persone. 

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Contatori modificati: come funziona e cosa si rischia

La pratica più nota è quella del Meter Tampering (tradotto in italiano significa manomissione del contatore). Consiste nel cambiare il funzionamento del dell’apparecchio. È bene ribadire che si tratta di una pratica non conforme alla legge e che può essere punita severamente.

Così facendo si fa in modo che il contatore legga dati errati e di conseguenza ci sia un risparmio sulle prossime bollette o addirittura un’erogazione gratuita del servizio. In pochi però fanno i conti con le conseguenze di questa azione. Oltre a pene detentive e pecuniarie, si potrebbe recare danno a terzi e farli rimanere senza corrente (inavvertitamente si potrebbe manomettere anche il contatore dei vicini) e causare incidenti e provocare degli incendi. 

Trattandosi di operazioni ad alta tensione (che solitamente viene gestita da persone del settore) non è da escludere che qualcosa possa non andare nel verso giusto e avere delle ripercussioni deleterie. 

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Insomma, se si ravvisano movimenti loschi da parte dei propri vicini (soprattutto se si vive in un palazzo) non bisogna assolutamente esitare. Avvisare le autorità competenti è più un dovere che un diritto in situazioni del genere. 

D’altronde una società elettrica o del gas quando si presentano queste dinamiche ha tutto il diritto previo avviso al proprietario dell’appartamento, al Comune, le forze dell’ordine e i gruppi di soccorso (che devono avvisare gli altri residenti dello stabile) di staccare la fornitura all’intero edificio.