Come funziona e quando conviene aprire un conto corrente cointestato? Entriamo nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

Conto corrente cointestato e giacenze maggiori di 100.000 euro: facciamo chiarezza
Conto cointestato (Fonte foto: web)

A partire dalla spesa settimanale fino ad arrivare alle varie necessità quotidiane, sono davvero tante le occasioni in cui ci ritroviamo a dover mettere le mani nel portafoglio per pagare i vari beni e servizi di nostro gradimento. Una chiara dimostrazione di come il denaro non sia in grado di garantire la felicità, ma aiuti a risolvere un bel po’ di problemi. Non stupisce, pertanto, che in un momento storico complicato come quello attuale, a causa della crisi provocata dal coronavirus, siano in molti a decidere di volgere un occhio di riguardo al mondo del risparmio.

Sempre più soldi, quindi, restando fermi sui conti correnti, con le banche che cercano di correre ai ripari, con il chiaro intento di spingere i propri clienti ad investire. A proposito di conto corrente, la tipologia più diffusa è quella del conto cointestato. Quest’ultimo, d’altronde, può essere condiviso tra i coniugi, ma anche genitori e figli oppure soggetti non legati da alcun vincolo. Un conto dalle caratteristiche che non passano pertanto inosservate, con molti che si chiedono come funzioni, chi può farne richiesta e, soprattutto, se si rivela essere o meno conveniente. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Conto corrente cointestato, come funziona e quando conviene: alcune informazioni utili

conto corrente
Fonte: Pixabay

Quando si apre un conto corrente cointestato, la banca provvede a riportare il nominativo di ciascuno delle parti interessati, in quanto proprietari del conto corrente. A tal proposito ricordiamo che, in base a quanto previsto dall’art. 1854 del Codice Civile: “Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto“.

Entrando nei dettagli, inoltre,i bisogna sapere che esistono due tipologie di conto cointestato, ovvero quello con firma congiunta oppure disgiunta. Nel primo caso tutte le operazioni necessitano la firma di ambedue le parti. In caso di firma disgiunta, invece, le operazioni possono essere effettuate anche senza la firma dell’altro titolare del conto. In alternativa è possibile optare per una forma ibrida, dove le parti stabiliscano per quali operazioni debba essere richiesta la firma congiunta e per quali invece no.

Conto corrente cointestato: perché aprirne uno

In base a quanto previsto dal Codice Civile, inoltre, è bene sapere se il conto corrente è intestato a due persone, entrambe hanno, ovviamente, gli stessi diritti. Questo vuol dire che uno dei due titolari dovesse prelevare tutti i soldi presenti sul conto, ecco che dovrebbe restituire la metà all’altro. Quest’ultimo si rivela essere un elemento importantissimo soprattutto in caso di fine di un rapporto. Basti pensare ad una separazione tra coniugi, con i soldi che appartengono ad entrambi, anche se a rimpolpare il conto è solo uno dei due.

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Una volta vista le principale caratteristiche del conto corrente cointestato, sono in molti a chiedersi per quale motivo si dovrebbe aprirne uno. Ebbene, i motivi essenzialmente possono essere due, ovvero uno di ordine praticolo e l’altro perché si intende donare. Nel primo caso, ad esempio, può risultare utile condividere il conto con un altro soggetto, che può aiutarci nello svolgimento delle faccende quotidiane, accedendo direttamente al conto. Allo stesso tempo cointestare un conto può essere visto come una forma di donazione indiretta, in quanto metà della giacenza finisce appunto per essere donata all’altro intestatario del conto.