La banconota da 5 mila lire con una sola caravella sul rovescio potrebbe far battere qualche record. E anche sorridere il proprietario.

Banconote lire
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Banconote d’oro non ne sono mai state create. Tuttavia, se si scava nel tempo abbastanza a lungo, ci si renderà conto che alcuni pezzi del vecchio conio siano diventati oggi dei veri e propri lingotti ambulanti. Per le vecchie e care lire questo vale più che mai. Probabilmente ce le abbiamo tutti in casa, per collezionismo o semplicemente per ricordo. Fra queste, le più comuni saranno senz’altro quelle di piccolo taglio, magari le 1.000 lire piuttosto che le 10 mila. Tuttavia, per chi ha la pazienza di farlo, probabilmente ci sarà da aprire qualche vecchissimo cassetto.

Le cinquemila in questione, infatti, non sono le recenti banconote con raffigurato il volto del compositore Vincenzo Bellini, ma la precedente versione con l’effige di Cristoforo Colombo sul fronte e quella di una delle sue caravelle sul retro. Un pezzo raro, naturalmente non comune anche per la sua datazione ma comunque fattibile, magari se si è più avanti con gli anni. Attenzione però: queste banconote valgono molto ma hanno anche la peculiarità di essere state stampate in più versioni.

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Banconota d’oro, ecco quanto vale una caravella

Non tutte le banconote hanno lo stesso valore. Molto dipende dalla data, dallo stato di conservazione e anche  dalla tiratura. Ad esempio, se si ritorna al 1964 e alle sue 5 mila lire, il valore non sarà granché. All’epoca, infatti, i pezzi stampati sono stati milioni e, per questo, facilmente rintracciabili sul mercato (o nei nostri cassetti). Un fior di conio, comunque, potrebbe fruttare anche 360 euro. Va meglio per le 5 mila del ’66: poco meno di 5 milioni di pezzi per le serie da W1 a W49: 1.000 euro per un fior di conio.

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Tuttavia, è nel 1970 che cambia tutto. Le cinquemila, sul rovescio, presentano una sola caravella fra le tre partite agli ordini dell’ammiraglio verso il Nuovo Mondo. La tiratura della serie W63 è limitatissima anche se la stampa avviene in diverse versioni. Considerata la rarità, un fior di conio in questo caso può valere anche 1.300 euro. Di sicuro, si tratta della banconota da 5 mila più remunerativa. Forse vale la pena di dare un’occhiata nelle nostre vecchie scatole di latta. Non si sa mai…