Le scadenze per il pagamento della Tari differiscono da un Comune all’altro e sono in molti a chiedersi cosa succede a chi non paga entro il termine stabilito. Entriamo nei dettagli e scopriamolo assieme.

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Il 2020 si presenta come uno di quegli anni che difficilmente riusciremo a dimenticare. Segnato dall’impatto del Covid, questo virus ha portato con sé delle ripercussioni negative sulle nostre esistenze, sia per quanto riguarda l’aspetto sociale che economico. Al fine di contrastarne la diffusione, infatti, ci viene chiesto di stare attenti a vari accorgimenti, come ad esempio il distanziamento sociale. Ad aggravare la situazione il fatto che molti imprenditori abbiano dovuto chiudere le proprie attività, con sempre più persone che si ritrovano a dover fare continuamente i conti in tasca prima di comprare qualcosa. Riuscire ad affrontare le varie spese risulta sempre più difficile, tanto che circa 830 mila genitori hanno rinunciato a curare i figli a causa della crisi economica in corso.

Molte le voci che vanno ad incidere negativamente sul bilancio delle famiglie italiane, tanto da potersi ritrovare, in alcuni casi, a dover fare i conti con delle dimenticanze. Una situazione che si verifica molto più spesso di quello che si possa pensare, rischiando, in alcuni casi, di dover fare i conti con delle gravi conseguenze. Questo si verifica, soprattutto, se le dimenticanze riguardano le imposte. Proprio per questo motivo sono in molti a chiedersi, ad esempio, cosa succede se non si paga la Tari entro il termine stabilito. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Tari 2021, attenti alle scadenze: le sanzioni

La TARI, acronimo di Tassa sui rifiuti, è un’imposta volta a finanziare i costi riguardanti il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Le tariffe possono differire in base al Comune di appartenenza. Stesso discorso, ovviamente, vale anche per le possibili esenzioni e riduzioni, oltre che le scadenze. Quest’ultime, infatti, possono risultare diverse da un Comune all’altro, con le varie amministrazioni locali che hanno pertanto il compito di comunicare entro quale data bisogna effettuare il pagamento di tale imposta.

Nel caso in cui non si rispettino i tempi prestabiliti, ecco che bisogna fare i conti con le relative conseguenze. In particolare, in caso di ritardo, il contribuente si ritroverà a dover pagare una sanzione. È possibile, quindi, optare per il ravvedimento operoso che vede l’applicazione di maggiorazioni dell’importo dovuto, in seguito all’applicazione di interessi e sanzioni. L’ammontare della sanzione, ricordiamo, differisce a seconda del giorno in cui si procede con il pagamento della tassa. In genere la sanzione è pari al 30% dell’imposta, tuttavia, in caso di ravvedimento operoso, se paga:

  • entro 14 giorni dalla scadenza originale, viene applicata una sanzione pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • dal 15esimo al 30esimo giorno, la sanzione è pari all’1,5%;
  • entro 90 giorni, una sanzione pari all’1,67%, da aggiungere a quanto dovuto per la Tari 2021;
  • dopo 90 giorni ma comunque entro il termine di 1 anno, si applica una sanzione del 3,75%;
  • dopo un anno dalla scadenza originale, ma entro il termine di due anni, viene applicata una sanzione del 4,29%;
  • superati i due anni, la sanzione aumenta fino al 5%, fino a raggiungere il 6% in caso di notifica del verbale della constatazione.

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Nel caso in cui la Tari non venga proprio pagata, ecco che le conseguenze possono essere particolarmente gravi. In particolare se l’ammontare di tale tassa supera i 30 mila euro, viene considerata evasione fiscale e si rischia la detenzione. Se inferiore a 30 mila euro, invece, si tratta di illecito tributario, che comporta delle sanzioni molto gravose, che può portare a dover fare i conti con il pignoramento dei beni.