Buone notizie in arrivo per i titolari di Partite Iva, che potranno beneficiare di un’estate senza tasse. Come spesso, purtroppo, accade, però, non è tutto oro quel che luccica.

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È trascorso ormai più di un anno da quando il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre vite, portando con sé degli impatti negativi sia per quanto riguarda l’aspetto sociale che economico. Al fine di limitarne la diffusione, infatti, sono state adattate una serie di misure restrittive, in seguito alle quali molti imprenditori sono stati costretti ad abbassare le serrande delle proprie attività. Una situazione che porta a dover fare i conti con un netto calo del fatturato e le inevitabili ripercussioni sulla gestione del bilancio famigliare.

Da qui la richiesta al governo di attuare degli interventi ad hoc, come quelli previsti con il recente decreto Sostegni Bis. Misure indubbiamente importanti, ma purtroppo non sufficienti. Proprio in questo contesto il governo starebbe pensando di introdurre delle importante novità, grazie agli emendamenti al Decreto Sostegni Bis. Entrando nei dettagli si ipotizza un’estate senza tasse per le partite Iva. Come spesso, purtroppo, accade, però, non è tutto oro quel che luccica.

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Partite IVA, estate senza tasse, ma non è tutto oro quel che luccica: cosa c’è da sapere

Partite Iva

Importanti cambiamenti in vista per le partite Iva, che potrebbero beneficiare di un’estate senza tasse. Stando alle ultime novità sul Decreto Sostegni Bis, infatti, sembra che gli emendamenti, per i quali si attende ancora l’approvazione definitiva, potrebbero portare ad una ridefinizione del calendario fiscale.

Sono circa 4 milioni le partite Iva interessate dalla proroga delle imposte, con il nuovo termine che potrebbe essere fissato per il prossimo 10 settembre 2021, con un ulteriore rinvio della scadenza per il versamento di saldo e primo acconto. Ma non solo, è prevista una proroga anche per i soggetti ISA e i forfettari. Quest’ultimi, ricordiamo, hanno già avuto una mini proroga, dal 30 giugno al 20 luglio.

Grazie agli emendamenti al Decreto Sostegni Bis, quindi, potrebbero avere ancora più tempo a loro disposizione, fino al 10 settembre e non fino al 30, come ipotizzato nel corso delle ultime settimane. In questo modo, quindi, le partite Iva potrebbe beneficiare di una tregua fiscale di circa 50 giorni, prima del versamento del saldo 2020 e dell’acconto 2021 di Irpef, Ires, cedolare secca e Irap.

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La nuova scadenza dovrebbe essere ufficializzata a breve, una volta ottenuto il voto definitivo agli emendamenti presentati in sede di conversione del decreto Sostegni bis. Lo scopo, come facilmente intuibile, è quello di garantire ai soggetti interessati delle ferie senza tasse, salvo poi ritrovarsi a dover fare i conti con le varie scadenze fiscale previste a settembre.