Nel caso in cui si abbiano dei debiti pregressi, è possibile ritrovarsi a dover fare i conti con il pignoramento del proprio stipendio o pensione. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito.

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Il Covid è entrato prepotentemente nelle nostre esistenze più di un anno fa, portando con sé delle conseguenze negative, sia per quanto concerne le relazioni sociali che la gestione delle finanze personali. Molti imprenditori, purtroppo, hanno dovuto abbassare le saracinesche delle proprie attività,  con molte famiglie che riscontrano delle serie difficoltà nel riuscire a fronteggiare le varie spese. Un periodo storico complicato, caratterizzato anche da un netto aumento dei cosiddetti “panofobici”, ovvero di coloro che hanno paura di tutto.

Ma non solo, ad aggravare la situazione sono le crescenti incertezze in merito al futuro e la paura di dover fare i conti con le conseguenze derivanti da alcuni debiti pregressi. Situazioni che coinvolgono, purtroppo, un gran numero di persone, che si chiedono pertanto in cosa rischiano di imbattersi nel caso in cui si ritrovino a dover fare i conti con un pignoramento. Entriamo quindi nei dettagli e vediamo cosa c’è da sapere in merito

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Stipendio e pignoramento, attenti alla batosta: tutto quello che c’è da sapere

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Fonte: Pixabay

Tanti, purtroppo, sono gli imprevisti che possono capitare nella vita. Lo sanno bene coloro che, ritrovandosi alle prese con una serie di difficoltà economiche, finiscono per non riuscire più ad adempiere ai vari impegni presi, accumulando così dei debiti. Una situazione che può portare a dover fare i conti con il pignoramento, attraverso il quale i propri creditori potrebbero andare ad aggredire lo stipendio o la pensione del debitore.

Si tratta, come noto, del cosiddetto pignoramento presso terzi, attraverso il quale il creditore riesce a soddisfare le proprie pretese creditorie aggredendo direttamente un credito che il debitore vanta, a sua volta, nei confronti di un soggetto terzo.

A tal proposito è bene sapere che la legge fissa dei limiti, in modo tale da garantire sempre un importo minimo, grazie al quale riuscire a soddisfare quantomeno le proprie esigenze primarie. Entrando nei dettagli, è possibile pignorare fino ad un massimo di un quinto dello stipendio o della pensione, al netto delle varie ritenute fiscali e previdenziali di legge.

Nel caso in cui il pignoramento dello stipendio prenda in considerazione delle somme che sono state già accreditate sul conto, allora il limite pignorabile è pari al triplo dell’assegno sociale. Nel 2021, ricordiamo, il valore dell’assegno sociale è di 460,28 euro. È facile quindi dedurre che è possibile pignorare fino ad un massimo di 1.380,84 euro dello stipendio già accreditato.

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Pignoramento, i limiti in base alla natura del credito

Come già detto, in genere è possibile pignorare fino al massimo di un quinto dello stipendio netto. Esistono tuttavia dei casi in cui vengono applicati dei limiti differenti, in base alla natura stessa del credito. Entrando nei dettagli, il pignoramento dello stipendio per crediti:

  • alimentari può essere effettuato nella misura autorizzata dal presidente del tribunale. Può pertanto essere superiore ad un quinto dello stipendio, in quanto volto a tutelare il creditore, che può essere il figlio, in caso di separazione o divorzio;
  • degli enti pubblici, ad esempio per tributi non pagati, prevede sempre un limite pari ad un quinto dello stipendio;
  • sia alimentari che di altra natura, è possibile pignorare fino al massimo alla metà dell’importo dello stipendio o della pensione, sempre al netto delle ritenute.