Aumenti pari a 280 euro annui in media per famiglia. Una mazzata che combina una serie di elementi sfavorevoli. Le bollette parlano chiaro.

Bollette rincaro
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Altro che caldo. Il mese di luglio si preannuncia bollente e non solo per una questione di termometri. I prezzi dell’energia tornano a lievitare, mentre i consumi riprendono e le imprese provano a ripartire dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia. E la stangata arriva, puntuale e dolorosa. Nemmeno il tempo di ricominciare a incrementare il circolo dei consumi che si parla di rincari e neanche esigui: mediamente, per una famiglia si parla di aumenti pari a circa 280 euro annui. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) trasmetterà i dati ufficiali nei prossimi giorni ma già da ora si respira aria di batosta economica.

La ripresa dei consumi, infatti, si inserisce in un contesto di forte salita dei tassi di inflazione. Questo significa che, pur se ripartita la macchina della spesa, si viaggia a braccetto con un parzialmente previsto rialzo dei prezzi. Spendere, in sostanza, sarà necessario ma anche più difficile. Nomisma energia fa già qualche previsione, partendo proprio dalla ripresa dell’economia europea. Il primo ostacolo sarà la risalita dei prezzi dell’energia, che per l’Italia si tradurrà in aumento corposo delle bollette di gas ed elettricità. A partire dall’1 di luglio.

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Bollette, luglio porta brutte notizie: perché salgono gli importi

La stima degli esperti parla chiaro: aumento di 12% circa per l’elettricità e addirittura del 21% per il gas. Praticamente un record, in entrambi i casi. Anche il Codacons traccia un quadro sconfortante, prevedendo un rincaro della spesa anche per chi andrà in vacanza e nell’ordine di un 11% in più rispetto al 2020. Per quanto riguarda le bollette, vera urgenza delle famiglie in uscita dalle restrizioni, siamo sui 284,5 euro su base annua in più di spesa complessiva. Il problema, in realtà, è una congiunzione di elementi. Da un lato l’inevitabile ripresa dei consumi, dall’altra la scarsità dell’offerta e i limiti imposti dalle politiche ambientali.

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Anche su questo fronte si è parecchio indietro, visto che l’apporto delle energie rinnovabili per ora non basta a compensare il consumo. Di sicuro l’inflazione gioca il suo ruolo ma anche il caldo non scherza: è soprattutto questo che sospinge i prezzi dell’elettricità per i maggiori consumi di condizionamento. Inevitabile il contraccolpo anche sulla domanda del gas e delle materie prime. Ad esempio, il prezzo della CO2 sale a 55 euro a tonnellata, il doppio rispetto a fine 2020. l petrolio, invece, tocca i 75 dollari a barile. E sullo sfondo ci sono ulteriori rialzi. Meglio tenersi pronti.