Un premio davvero straordinario al Gratta e vinci, ma interviene il Tribunale e annulla tutto. I conti non tornano.

La vincita c’è, è evidente ma non valida. Qualcosa no va, qualcosa no ha funzionato. La persona coinvolta nella vicenda in questione, in pratica si è vista non riconoscere la sua vincita effettuata attraverso una piattaforma on line, ritenuta a questo punto fittizia, considerato il parere del Tribunale di Napoli. 2.005.020,00 la cifra che secondo la persona coinvolta sarebbe stata vinta attraverso una piattaforma ritenuta non regolamentare.

Il Tribunale di Napoli, si è espresso in maniera abbastanza chiara dichiarando tutte le perplessità del caso circa la vincita di oltre due milioni realizzata dal giocatore con un Gratta e vinci on line. L’uomo al centro della vicenda avrebbe anche mostrato un video in cui si notano le varie fasi della giocata. Proprio li alcuni elementi che non convincono il Tribunale appaiono evidenti. Caratteri definiti poco chiari, interfacce apparentemente diverse dal solito e la vincita stessa, che non dovrebbe superare i 2 milioni di euro, come invece accade.

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Gratta e vinci: cosa è realmente accaduto al giocatore? Quale piattaforma ha utilizzato?

I dubbi seri da parte del Tribunale di Napoli riguarderebbero proprio la natura della giocata. Troppe le cose che non tornano, dalla vincita troppo alta ad alcune scritte apparse nel corso del filmato dalla stessa apo, italiano mischiato ad inglese in alcuni casi, l’aspetto del sito web di fatto non riconosciuto. Non è chiaro insomma a quale piattaforma si sia affidato l’uomo per le sue giocate. La vincita non è stata riconosciuta proprio per questo motivo, stando a quanto è possibile capire.

Nella sentenza, si legge, tra l’altro: “Dal video depositato, al momento della vincita, viene difatti elaborata dal sistema la scritta, THIS VOLTA non hai vinto . Da questi due elementi appare evidente che verosimilmente sul telefono cellulare del l’attore sia stato installato un software che altera il gioco e che, in ogni caso, le giocate non siano state ritualmente effettuate”. 

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Alla fine, però, si spiega che l’uomo non era di fatto consapevole di quanto stesse succedendo e di conseguenza non può essere in qualche modo perseguito per l’installazione o l’utilizzo del software non regolamentare. Il Tribunale di Napoli, ha di fatto chiuso la questione.