La rivoluzione della firma digitale: perché è così richiesta

Cos’è una firma digitale? E come funziona? Domande alle quali, paradossalmente, rispondiamo in automatico quando la adoperiamo.

Firma digitale
Foto © AdobeStock

E’ chiaro, ormai, come la quotidianità di ognuno di noi, almeno per la maggior parte, abbia subito quella che chiameremmo una “digitalizzazione”. La pandemia in parte ce lo ha imposto, visti i distanziamenti, ma la verità è che si tratta di un processo già in atto prima dell’irruzione del Covid-19 nelle nostre vite. E delle varianti della vita digitale come la firma elettronica, infatti, sono tutt’altro che degli sconosciuti. Come detto, restare chiusi in casa ha necessariamente richiesto un’accelerazione. E le firme digitali sono diventate lo strumento d’accesso praticamente per qualsiasi servizio.

Teoricamente si tratta di un modo per snellire i vari passaggi ed evitare code agli sportelli. Ma anche in casa si parlerebbe di risparmio. Ad esempio, anziché stampare un documento, scannerizzarlo e inviarlo nuovamente, basterebbe accedere con il nostro codice ed effettuare un riconoscimento digitale. Questo, naturalmente, alza l’asticella della convenienza oltre che della sicurezza: il documento in questione, infatti, con la sua firma digitale si trasferirebbe direttamente all’ente interessato, senza doverlo allegare a una semplice mail, non senza qualche rischio.

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Firma digitale, come si utilizza

Si dice firma digitale e di fatto lo è: si tratta di una firma autografa a tutti gli effetti, con la differenza di una garanzia diversa rispetto alla presenza fisica di colui che la pone. Questo tipo di segnatura indica sia l’autenticità del mittente del documento che l’integrità dello stesso. Si potrebbe definire una sorta di PEC, dal momento che ha di fatto le stesse funzioni di autenticità. Anche l’iter per averne una rappresenta una garanzia, dal momento che si passa dall’acquisto di un kit che consente di agire in sicurezza. Esistono diverse tipologie di sistemi sui quali si può conservare una firma digitale. Il generatore di codici OTP è certamente il più usato, ma è possibile farlo anche con una smart-card o un codice di autenticazione mobile. Alcuni utilizzano anche i token USB.

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Le tipologie

La firma digitale e tutto ciò che vi orbita attorno, è regolato dall’Electronic Idenfication Authentication and Signature (Eidas), ovvero il regolamento europeo stilato appositamente per le firme elettroniche. E, stando alle normative contenute nel dossier, quelle attualmente accettate sono tre: la firma elettronica qualificata, quella avanzata e la firma elettronica semplice. Al momento dell’apertura, la scelta dev’essere dettata dal tipo di necessità che abbiamo. In questo senso, se non vi fossero dei bisogni specifici, quella generica potrebbe essere la soluzione più semplice. Ma questa è solo un’eventualità.