Assegno unico, pronti allo start: le novità per genitori separati e non conviventi

In attesa della circolare definitiva dell’Inps, il Decreto chiarisce le modalità di azione per l’assegno unico nei vari casi familiari.

Assegno unico
Foto © AdobeStock

L’estate porterà in dotazione importanti novità sul piano del sostegno alle famiglie. L’assegno unico rientra fra le misure più attese anche se, è da ricordare, per il momento non si affiancherà alla misura degli assegni familiari. Da luglio 2021 via libera alle domande, pur senza una direttiva precisa dell’Inps che chiarisca tutti i dubbi ancora da sciogliere circa le novità apportate dal provvedimento. A ogni modo, anche se manca qualche dettaglio tecnico, l’assegno unico per i figli sembra aver già sciolto uno dei nodi. E nemmeno di quelli secondari, visto che è risolta la questione relativa ai genitori separati e non conviventi.

Per questo punto, fortunatamente, si è risolto prima della circolare esplicativa dell’ente. Il chiarimento, infatti, arriva direttamente dal Decreto che ha introdotto la misura, oltre che dalla normativa di riferimento che fornisce le spiegazioni più precise. E le disposizioni, in questo caso, riguardano sia il caso in cui i genitori siano non conviventi che non sposati, ma anche chi, pur essendo separato, condivide la potestà del minore. Fermo restando che un minore al di sotto dei 18 anni viene considerato all’interno del nucleo familiare del genitore con il quale convive. Ed è quest’ultimo che verrà legittimato a inoltrare domanda per l’assegno unico.

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Assegno unico, come funziona per non sposati e non conviventi

In questo caso, pur non risultando uniti in matrimonio o non residenti nella medesima abitazione, i genitori del minore risultano legati da un rapporto di affettività. Si ricorda che perché risultino conviventi non basterà risultare co-abitanti sotto il medesimo tetto. Occorrerà che entrambi abbiano indicato la residenza in modo congiunto, risultando quindi conviventi a tutti gli effetti in termini di legge. La situazione di coppia, a ogni modo, non influirà sull’Isee: pur non risultanti nello stesso nucleo familiare, entrambi i genitori vengono considerati nell’Isee consegnato ai fini della richiesta dell’assegno unico.

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Il caso dei genitori divorziati

Per quanto riguarda i genitori separati o divorziati, a meno che uno dei due non rientri in una categoria precisa a livello di esenzione (sposato con un’altra persona, figli con un’altra persona, obbligo al versamento di assegni periodici o esclusione dalla potestà), si considerano comunque aggregati nel nucleo familiare. E, per questo, risultano comunque insieme nell’Isee. Questo a eccezione del genitore incorso nell’obbligo di pagamento dell’assegno di mantenimento dei figli tramite sentenza. Come detto che solo il genitore con il quale il figlio convive può fare richiesta dell’assegno unico.