Si tema la mossa governativa del prelievo forzoso: ma possiamo evitarlo legalmente? Con alcuni passi, la risposta è sì

Euro bruciati (Fonte foto: web)

L’idea del Governo è stata chiara sin da subito. La pandemia ha portato ad una crisi finanziaria ed il debito pubblico non può risentirne ulteriormente. Ecco quindi che nasce il prelievo forzoso. Da dove? Ma dai nostri conti, naturalmente.

Alcune pensioni in particolare infatti, riceveranno praticamente un assegno minorato, con il prelievo che farebbe sentire da subito, il suo effetto. C’è anche la possibilità che questo non avvenga, ma pare che la strada stia per essere effettivamente perseguita. Ed allora ecco le mosse da fare per evitarlo.

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Prelievo forzoso: come possiamo saltarlo legalmente

Effettivamente ora, il nostro Paese sembra vedere la via d’uscita, dal periodo più nero. La Sanità non è più vicina al collasso come diversi mesi fa, mentre la perdita del Pil per quest’anno non solo non sarà altissima, ma era anche piuttosto calcolata. Infine, c’è chi già pensa alle vacanze, anche se una piccola percentuale della popolazione nutre ancora scetticismo verso il futuro.

Anche perché in realtà un precedente di prelievo forzoso c’è già stato, e non è nemmeno tanto remoto. Nel 1992, l’Italia uscì dalla SME, ricorrendo direttamente ad una patrimoniale che intaccò conti corrente e libretti di risparmio dei cittadini. Ora, soprattutto chi se ne ricorda bene, teme un ’92-bis. Ed a proposito di Fisco, vi suggeriamo come uscire da una brutta fase, se avete i debiti.

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Ed allora, qualora volessimo evitare brutte sorprese, ecco come difenderci in cinque opzioni. Si possono effettuare investimenti in strumenti finanziari emessi da società la cui sede non ricada nell’Eurozona, in modo da poter evitare qualunque prelievo sul loro conto. Oppure si potrebbe puntare sugli investimenti sull’immobile, che però di suo potrebbe essere poi colpito dalla possibile patrimoniale. La tassazione poi, in tal caso non ha effetto nemmeno sugli investimenti sull’oro, mentre farebbe comodo anche essere correntisti presso una banca che non fa parte dell’Unione Europea. Ultima opzione, provare a cointestare più conti a diversi familiari stretti, spacchettando così il denaro, oppure anche provare ad effettuare qualche prelievo in più in modo da averlo a disposizione in contanti.