Caos nel quartiere Giambellino, dove un nutrito gruppo di anziani protesta per la mancanza del medico di famiglia. La situazione.

Anziani Milano
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In una fase di ripartenza dopo i colpi bassi di una crisi economica per certi versi senza precedenti, a quanto pare c’è il rischio concreto di lasciare indietro qualcuno. E non tanto su macrotemi come il sostegno economico alle imprese o alle famiglie, quanto sul piano strettamente umano. In questo caso, le vittime sono un gruppo di anziani del quartiere Giambellino di Milano, il maggiore (fra quelli meneghini) per densità di popolazione in terza età. Come riferito da IlParagone.it, gli abitanti più anziani sarebbero addirittura pronti allo sciopero della fame, qualora l’amministrazione cittadina non intervenga sul loro problema.

Ma cosa sta succedendo a Milano? In realtà, qualcosa che non dovrebbe succedere. Il prossimo 30 giugno, infatti, andrà in pensione l’ultimo medico di famiglia della zona. Fin qui niente di strano se non fosse che, almeno per il momento, il dottore non verrà sostituito. Una notizia che ha mandato su tutte le furie gli abitanti del quartiere, specie i più anziani, che hanno dato vita a un sit-in di dimensioni imponenti, arrivando manifestare la propria rabbia e la propria incredulità minacciando uno sciopero della fame.

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Protesta a Milano, anziani pronti allo sciopero della fame: il nodo è il medico di famiglia

La situazione è piuttosto delicata al Giambellino, anche per le circostanze paradossali che hanno portato i nonni alla protesta massiccia. La rivendicazione è semplice ed eloquente: “Il medico è un diritto di tutti, soprattutto degli anziani”. E anche le motivazioni sono quanto di più drammaticamente legittimo: “Siamo anziani, malati e soli e adesso anche senza un medico“. Un caos che, peraltro, arriva in una fase di ripresa da una pandemia che, soprattutto nel primo periodo, ha visto proprio fa i più grandi d’età le maggiori vittime. Fra chi protesta, ci sono persone con problemi di deambulazione e di altra natura.

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Eppure sembra un problema tutt’altro che irrisolvibile. Nonostante non vi siano leggi che prevedano l’apertura di uno studio medico in un determinato quartiere, una soluzione potrebbe essere nello stesso sistema di convenzionamento. In tal modo, si riuscirebbe a garantire il servizio del medico di famiglia nel quartiere e a calmare la protesta. Al momento, però, sembra che nessuno sia venuto incontro agli anziani manifestanti. Di certo non un bel biglietto da visita per un’Italia che vuole ripartire.