Più sei ricco meno tasse paghi: un controsenso da approfondire

I grandi miliardari americani sono soggetti a tasse ridicole, prossime allo zero nonostante il loro patrimonio cresca di anno in anno. Un’inchiesta investigativa ha chiarito il quadro generale.

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La ricchezza comporta tanti privilegi e possibilità ma sembra assurdo che i grandi miliardari americani possano approfittare di imposte talmente basse sul reddito da azzerarsi. Jeff Bezos, fondatore di Amazon, Warren Buffet di Berkshire Hathaway, Elon Musk, fondatore di Tesla e Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, sono riusciti ad azzerare per alcuni anni l’onere dovuta per l’imposta federale americana sulle persone fisiche. Un patrimonio sempre in crescita, una ricchezza lontana anni luce dai sogni e dalle possibilità di un semplice lavoratore e aliquote fiscali tra le più basse. Il controsenso spicca chiaramente e ha portato ProPublica, una organizzazione di giornalismo investigativo di New York, a svolgere un’inchiesta.

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Il quadro delineato dall’inchiesta sui super ricchi che pagano “zero” tasse

ProPublica ha deciso di studiare i dati dell’Internal Revenue Service (la nostra Agenzia delle Entrate) per delineare il quadro della società americana da cui emerge una netta contraddizione. I ricchi miliardari pagano meno tasse rispetto a chi ha un basso reddito, chi lo avrebbe pensato?

L’organizzazione di giornalismo investigativo ha analizzato i redditi di Buffet, Musk, Bloomberg e Bezos, la loro situazione patrimoniale e gli investimenti che hanno effettuato. Il periodo oggetto di studio è compreso tra il 2014 e il 2018, anni in cui ognuno di questi miliardari ha visto crescere notevolmente la propria ricchezza. I risultati hanno confermato la presenza di due mondi notevolmente distanti tra loro. Il primo è abitato da quarantenni il cui patrimonio è cresciuto in media di 65 mila dollari grazie al mercato immobiliare e all’aumento della casa di proprietà. A fronte delle entrate, queste stesse persone ne hanno versato al Fisco il doppio in tasse sui redditi personali e di coppia.

Il secondo mondo è quello in cui 25 americani miliardari il cui patrimonio è cresciuto di oltre 400 miliardi di dollari hanno versato di imposte il 3,4% di questo importo.

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Le ridicole aliquote dei miliardari americani

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Il ceto medio americano è soggetto al pagamento di aliquote comprese tra il 14% e il 37%. Il reddito soggetto a tassazione è notevolmente inferiore rispetto al patrimonio accumulato mensilmente e annualmente dai più ricchi e ci si aspetterebbe che le imposte dei miliardari siano più alte.

Tra il 2014 e il 2018 le aliquote dei super ricchi sono state dello 0,1% per Buffet con una crescita patrimoniale di 24 miliardi di dollari; dello 0,98% per Bezos con un incremento della ricchezza di 99 miliardi di dollari e del 3,27% per Musk con un aumento reddituale di 14 miliardi di dollari.

Qual è la causa della discrepanza?

I ricchi miliardari pagano tasse inferiori perché non è il reddito che lievita ma il valore delle aziende che possiedono o del portafoglio degli investimenti. In America non sono previste tassazioni sull’aumento del patrimonio investito se non al momento della sua liquidazione e, di conseguenza, le imposte sul reddito per Bezos, Musk, Buffet e Bloomberg diventano ridicole.

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