In futuro cambierà per tutti la settimana lavorativa? Ecco cosa comporta, accorciarla di qualche giorno, anche per l’ambiente

Lavoratori in metro (Fonte foto: web)

Lavorare quattro giorni alla settimana invece che cinque o per molti, sei. Vi piacerebbe? La situazione potrebbe avere un’evoluzione in pochi anni, spieghiamo meglio. A fare da apripista, seguita poi da altri Paesi, è stata la Spagna: sperimentare la settimana lavorativa di quattro giorni a parità di stipendio. La Microsoft si è subito lanciata nei primi bilanci e pare che la produttività salga del 40% in questo modo.

Cosa diversa quindi, dai lavori in smart working, che ci hanno regalato tante figuracce virali, tra conferenze da remoto e videochiamate. Anche il lavoro da casa, verrà man mano adottato dalle aziende, ma c’è qualcosa di molto importante, evinto dagli studi sulla riduzione della settima lavorativa ed a fornirci i dati è lo studio della Platform London.

Infatti, in questo modo ridurremmo di molto, l’inquinamento atmosferico. Ridurre spostamenti e presenze al lavoro di uno/due giorni per tutti, secondo gli studi, equivarrebbe a diminuire le emissioni di gas serra del Regno Unito di 127 tonnellate entro il 2025.

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La settimana lavorativa che cambia il mondo

Joe Ryle, al centro del progetto con 4 Day Week, ha spiegato: “Sappiamo già che la settimana di quattro giorni fa bene alla salute mentale e al benessere dei lavoratori, ma questo studio dimostra che può essere una grande mossa anche per l’ambiente”. Tantissimi cambiamenti per l’ambiente, per esempio, sarebbero portati anche da un pesante taglio dell’impronta del carbonio, tra beni consumati nel Regno Unito ma prodotti all’estero.

Si abbassa logicamente, anche il consumo di energia sul lavoro e cosa importantissima, tutte le emissioni dei trasporti vanno a subire una riduzione. Abbiamo visto che anche in Italia c’è qualcuno che ha iniziato a lavorare un giorno in meno a pari compenso, ma per ora il nostro non è un Paese che si muove molto in tal senso. Intanto, il giorno di ferie in più per la singola persona, riduce anche le emissioni di carbonio, grazie al maggior riposo del corpo.

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Laurie Mompelat di Platform London, ha detto anche la sua a supporto dell’idea: “Passare a una settimana lavorativa di quattro giorni, con una giusta retribuzione per tutti, può aiutarci a cambiare il modo in cui viene creato valore nella società, aggiungendo spazio per la cura, il riposo e le relazioni – dice al Guardian – Una settimana lavorativa più breve senza perdita di retribuzione è un investimento cruciale nel capitale umano, in un momento in cui sono necessari il contributo, la cura e la creatività di tutti per realizzare una società più sostenibile”.