Lo smart working è le videocall sono ormai il futuro del mondo del lavoro. Molte persone però si sono rese protagoniste di pessime figure che hanno scatenato l’ilarità del web

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Fonte Pixabay

Il mondo del lavoro sta cambiando e il covid non ha fatto altro che accentuare questa transizione. Lo smart working che stava già prendendo forma prima dell’arrivo della pandemia è diventato nel giro di poco tempo imprescindibile e con tutta probabilità anche quando si tornerà alla tanto sospirata “normalità” continuerà ad andare per la maggiore.

A conti fatti offre tanti vantaggi in termini economici sia ai lavoratori che alle aziende. Una delle tante comodità è che non bisogna avere il medesimo outfit da ufficio, anche se in alcune circostanze bisogna prontamente cambiarsi per ben figurare nelle ormai classiche riunioni in videocall.

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Smart working, quali sono le figuracce in videocall più ricorrenti

Ed è qui che può succedere di tutto e ci si può rendere protagonisti di spiacevoli gaffe che in molti casi diventano virali. Una piuttosto comune è quella di essere sopresi in video conference senza pantaloni e rigorosamente in mutande o magari con il parte inferiore del pigiama. 

Bisogna prestare massima attenzione al posizionamento della telecamera onde evitare di essere sorpresi mezzi svestiti senza manco accorgersene. A tal proposito il noto programma televisivo Striscia la Notizia ha realizzato un servizio piuttosto divertente curato dall’inviato Marco Camisani Calzolari con le migliori figuracce collezionate dagli smart-worker. Clicca qui per poterlo rivedere. Tra questi figura anche una donna che passa in intimo dietro ad uomo. Si è poi scoperto che non era la moglie, bensì l’amante.

In generale per capire quali sono le dinamiche più imbarazzanti verificatesi nell’ultimo anno in contesti di lavoro da casa, il portale di lavoro Infojobs ha stilato una simpatica classifica.

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Ha preso in considerazione le testimonianze dei diretti interessati. Ecco cosa ne è venuto fuori e quali sono i momenti più ridondanti oltre al già citato dresscode: 

  • figli che urlano e litigano alle loro spalle,
  • arrivo di familiari vestisti in maniera improbabile o seminudi, 
  • rumori dell’ambiente circostante, come la tv, lo sciacquone del bagno, o qualcuno che lava i piatti, 
  • animali domestici che fanno irruzione in video, magari passando sulla tastiera.