Scopriamo insieme qual è il calendario redatto dall’Inps per quanto concerne la Naspi giugno 2021 relativa al mese di maggio 

Naspi
Fonte Facebook – SELS – Sindacato Europeo Lavoratori Spettacolo e Comunicazione

Tra i pagamenti più attesi del mese di giugno 2021 ci sono naturalmente quelli relativi ai pagamenti della Naspi e della Dis-Coll. Al contrario di quanto si possa pensare la data per l’accredito non è uguale per tutti, ma varia a seconda di un fattore molto importante.

Infatti i pagamenti della Naspi vengono disposti per flussi a seconda della data di presentazione della domanda per poter accedere all’indennità. Ad influenzare l’accredito c’è anche la città di appartenenza, visto che si procederà anche per territori.

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Naspi giugno 2021: le date previste per il pagamento

Andando sul pratico la prima data disponibile per il pagamento della Naspi è il 9 giugno 2021. Ciò non toglie che possano esserci alcuni anticipi e soprattutto a molti  posticipi che potrebbero far arrivare a ben oltre la metà del mese.

Per conoscere nel dettaglio la situazione non bisogna fare altro che accedere alla propria area personale del portale dell’Inps. Passando invece alle modalità di pagamento, il beneficiario ha sostanzialmente 3 opzioni:

  • Accredito sul conto corrente bancario o postale,
  • Libretto postale,
  • Bonifico domiciliato presso gli sportelli di Poste Italiane. 

La Naspi non prevede trattenute ai fini contributivi, quindi l’importo viene corrisposto senza alcun genere di decurtazione. In generale è bene rammentare quali sono le circostanze in cui si può richiedere visto che si tratta di un diritto che prevede alcuni tassativi paletti.

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Spetta a coloro che hanno un rapporto di lavoro subordinato che hanno perso il proprio posto in maniera involontaria. Di questi fanno parte anche:

  • Lavoratori apprendisti, 
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le stesse cooperative,
  • lavoratori del settore artistico con lavoro subordinato,
  • lavoratori a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni. 

La domanda è lecita anche nei casi di dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e nei casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.