Vince 110mila sterline, ma l’agenzia si riprende tutto, il motivo incredibile

Vince 110.000 sterline e la cifra gli viene accreditata, ma sembra che un errore del sistema gli rifiuti il pagamento

Sterline (Fonte foto: web)

Vince 110.000 sterline e non può ritirarle a causa di un: “Malfunzionamento tecnico”. Almeno così legge il vincitore al memento di richiedere l’incasso della sua cifra. Soprattutto, il povero scommettitore, a differenza di questa donna che ha distrutto il biglietto vincente, non ha nessuna colpa e non sa perché si vede negare la cifra.

Tutto ha inizio quando Corbin Nape, scommette 14 sterline su una partita di calcio, dove la quota della squadra su cui punta è di 7869-1. La sua vincita viene poi depositata dopo la gara, salvo scoprire che la stessa TAB, gli nega poi l’incasso dei soldi. Secondo Simon Thomas, direttore generale di TAB, tutte le scommesse giocate durante il malfunzionamento, sono però state correttamente pagate, cosa che Nape ha ragione di contestare.

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Vince e non riceve il pagamento: chi ha ragione

Un errore, che potrebbe costare più del dovuto alla società di scommesse. Nape infatti, non è soddisfatto delle spiegazioni che gli hanno dato sul perché non riceve il suo pagamento e da come annunciato all’Herald, potrebbe decidere di portare questa vicenda, dritta in Tribunale. Così, il legale dello scommettitore: “Se sei una società che fornisce un servizio di scommesse online, devi assicurarti che i tuoi sistemi siano all’altezza. Se viene mostrato che la società ha sbagliato, dovrebbe sopportare i costi del suo errore“.

E pensare che Nape aveva anche studiato la sua giocata, mentre ad esempio, c’è chi ha vinto un milione solo per sfidare suo marito. Intanto la società TAB avrebbe offerto 100 sterline bonus con il giocatore, per scusarsi dell’accaduto. E non solo sembra che lui le abbia già spese, ma che continuerà a ritenersi insoddisfatto del trattamento del conto gioco, e voler ancora avere i soldi vinti. Di contro, l’avvocato della società ha spiegato però che il funzionamento di “termini e condizioni” che generalmente il giocatore accetta, è proprio quello di salvaguardare le società da alcuni malfunzionamenti.

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Secondo l’avvocato Tetzlaff infatti, ci sono tre passaggi da valutare per comprendere se il consumatore abbia o meno diritto di ritenersi insoddisfatto, dopo una controversia con una società di scommesse: “Il primo passo sarebbe considerare se la situazione è realmente coperta dalla clausola specifica nei termini e condizioni. Il secondo passo sarebbe considerare se sia lecito per il fornitore fare affidamento su questa particolare clausola in tutte le circostanze. L’ultimo passaggio consiste nel garantire che il fornitore di servizi possa effettivamente dimostrare che la situazione è coperta dalla clausola. In caso di guasto della tecnologia, chiederei al fornitore una prova per sostenere la sua richiesta”. Insomma, la questione pare dover andare ancora per le lunghe.