I francobolli italiani rari possono valere una fortuna. Per molti si tratta di un’autentica passione, per altri di guadagni piuttosto consistenti

Francobolli
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Il mondo del collezionismo di francobolli italiani è così vasto che non basterebbe un giorno per poterlo descrivere a dovere. Cercando di fare una sintesi di questo movimento piuttosto importante ne vengono fuori dei particolari che non tutti conoscono.

Alcuni pezzi infatti hanno un valore decisamente alto, che possono cambiare la vita delle persone. Per questo coloro che non sono esperti del settore e dovessero ritrovarsi tra le mani esemplari datati, è bene che si rivolgano ad un esperto di fiducia che sia in grado di dare una valutazione reale del francobollo. 

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Francobolli italiani rari: quanto vale la serie dei “Trittici di Balbo”

Francobolli italiani rari
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Prima di andare nello specifico e capire quali sono i pezzi più importanti valore bisogna capire quali sono i parametri che determinano il valore. Gli errori di stampa o di colore sono sicuramente tra questi. Infatti fanno si che il francobollo sia piuttosto raro (altro aspetto fondamentale nella filatelia) e quindi maggiormente appetibile dai collezionisti, che in alcune circostanze possono essere molto generosi pur di ottenere un elemento che gli manca.

Naturalmente un po’ come accade nella numismatica anche per i francobolli è importante la tenuta che deve necessariamente rispettare alcuni requisiti: presenza di tutti i dentelli, carta non assottigliata e senza scorticature e niente scoloriture. 

Andando nel dettaglio i francobolli italiani più rari e che quindi hanno un maggior valore sono:

  • Error of colour. Si tratta di un errore di stampa e ne esistono solo due esemplari. Nel 2011 è stato venduto all’asta per 1,8 milioni di euro. 
  • 3 Lire Toscana Faruk emesso nel 1860 dal Gran Ducato di Toscana. Fa parte dei francobolli rarissimi. Anche in questo caso sono appena 2 i pezzi reperibili, su buste spedite dal Barone Rotschild al re d’Egitto Faruk.
  • Regno di Sicilia da 5 centesimi, che riporta il ritratto di Vittorio Emanuele II. La terza emissione del 1854 è quella dal valore più alto e insieme alle due precedenti può arrivare quasi a 100.000 euro. 

Questi sono solo alcuni dei francobolli più preziosi, ma quello che in assoluto può rappresentare una vera e propria miniera d’oro è la serie dei “Trittici di Balbo” (riportato nell’immagine sovrastante) emessa nel 1933 dal Regno d’Italia per omaggiare l’ultima crociera aereo-transatlantica (il percorso più lungo compiuto in quel periodo da una singola squadra aerea).

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In pratica è composta da tre parti divisibili che rappresentano i tre elementi del Regno d’Italia. Stando a quanto riportato da francobollirari.net sono disponibili appena 20 pezzi. Un tiratura limitata che fa schizzare il loro prezzo alle stelle. Sono infatti necessari almeno 18.000 euro per aggiudicarseli.