Fra le più importanti danzatrici del Novecento, Carla Fracci è stata un modello per migliaia di ballerini. Ecco come seguire i suoi passi.

Carla Fracci
Foto © Instagram

Un nome diventato quasi un sinonimo della sua professione. Carla Fracci non è stata solo un’étoile della danza classica fra le più amate e conosciute del mondo, ma anche un emblema della danza stessa. Una carriera germogliata subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, maturata nella durezza della vita del teatro che per lei fu maestro di vita. Talento e lavoro, in grado di portarla sui palcoscenici più importanti del Novecento. Dalla Scala di Milano all’American Ballet Theatre di New York, fino al San Carlo di Napoli. Coreografie portate in vita fra dramma e romanticismo, nelle quali la danza si fondeva all’arte della scena. Accanto a lei, danzatori come Rudolf Nureyev, Alexander Godunov e Vladimir Vasiliev.

Un’ispirazione per generazioni di aspiranti ballerini, che come lei hanno sognato (e sognano tuttora) di esibirsi nei maggiori teatri del mondo. Portando in scena non solo le coreografie e il loro talento ma soprattutto la loro scelta di vita. Una carriera tutt’altro che semplice, fatta di sacrificio e durissimo lavoro, di privazioni e abnegazione totale. Altro che “balletto”: la danza è un’arte e, come tutte le forme artistiche, richiede passione e disponibilità assoluta agli sforzi che richiede. Non tutti possono diventare étoile, come non sempre nascono dei campioni negli altri sport. Ma percorrere una carriera importante può essere possibile lo stesso.

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La strada ispiratrice di Carla Fracci: i passi per diventare danzatori

Una domanda che ci si fa spesso è su come inizino le carriere di tali personaggi. In realtà non è niente di diverso da ciò che aspetta chiunque intenda avviarsi al loro percorso professionale. In questo senso, non bisogna dimenticare che oltre a un esecutore di coreografie, un ballerino è prima di tutto un atleta. Agli anni di studio necessari per apprendere le tecniche di danza e tutte le pose richieste, si affianca un potenziamento muscolare e una predisposizione alla resistenza fisica. Chiaramente, una volta scelti da un’accademia di danza (perché naturalmente il solo talento non basta), occorreranno ore e ore di esercizio, sia per memorizzare i passi che per adeguare la propria muscolatura a determinati movimenti, al fine di scongiurare infortuni (anche gravi).

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L’esibizione è il prodotto finale di uno sforzo enorme e di giornate di lavoro intenso, sia fisicamente che mentalmente (tutt’altro che semplice memorizzare tutti i passi e renderli armonici, fluidi e soprattutto a tempo con la musica). La predisposizione al ritmo è fondamentale, orecchio, cervello e muscoli devono essere coordinati per far sì che il risultato finale sia non solo armonico ma anche gradevole da vedere. Il ballerino è anche, se vogliamo, un attore: parlare con le sue espressioni facciali e con i movimenti del corpo è una parte integrante dello spettacolo. Chiaramente, più si progredisce e più si alza il compenso: un professionista operante in teatro può percepire un fisso di 1.500 euro mensili. L’esibizione in tv può far superare anche i 5 mila. Avere delle medie precise, a ogni modo, è piuttosto difficile. Del resto, fare per lavoro ciò che si ama non ha davvero prezzo.