Scopriamo quali sono i bonus senza Isee ancora disponibili. Chi può richiederli e in che modo deve inoltrare la propria domanda all’Inps 

Bonus senza Isee
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Il protrarsi della pandemia ha portato il Governo ad istituire dei bonus per aiutare i cittadini a sopperire alla crisi economica venutasi a creare. Al pari del 2020 anche nel 2021 saranno elargiti degli ammortizzatori sociali che in base alle esigenze personali possono risultare proficui.

La maggior parte di questi però richiede la presentazione dell’ISEE. Il modello serve per attestare la situazione patrimoniale del singolo individuo e riscontrare se si rientra nelle soglie prestabilite per l’ottenimento dei sussidi. Alcuni però non necessitano di questo strumento e si possono richiedere esclusivamente per l’appartenenza ad una determinata categoria.

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Bonus senza Isee: ecco quali si possono ancora richiedere

Il primo che balza alla mente è il bonus mamma domani, noto anche come premio alla nascita. Ad onor del vero questo sostegno è antecedente al covid ed è stato istituito nel 2017 per le mamme che hanno avuto un figlio o hanno deciso di adottarne uno. In termini economici si tratta di un corrispettivo di 800 euro una tantum ed è uguale per tutti a prescindere dalla condizione economica.

Sulla stessa scia troviamo il bonus bebé, concesso per ogni figlio nato, adottato o preso in affidamento fino al 31 dicembre 2021. Il compenso viene dispensato per 1 anno e viene pagato ogni mese. In questo caso però chi ha dei valori reddituali piuttosto bassi può puntare ad ottenere qualcosina in più.

Completa il percorso di crescita del bambino il bonus asilo nido, che può arrivare fino a 3000 euro. La somma in questo caso serve a ricoprire la retta degli asili nido pubblici e privati. Può essere richiesto da chi ha figli al di sotto dei tre anni e la pari di quello bebé può essere maggiore per chi è nella fascia di reddito più bassa.

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Bisogna però sbrigarsi a richiederli. Dal 1 gennaio 2022 il quadro è destinato a cambiare e i tre bonus sopracitati sono destinati ad essere inglobati nel nuovo “assegno unico”. Insomma, chi può agisca per non essere tagliato fuori da queste ghiotte opportunità.