Il piano vaccini prosegue a ritmo serrato ma la schiera degli indecisi regge ancora. Un software potrebbe incrementare la sensibilizzazione.

Vaccini algoritmo over 60
Foto di torstensimon da Pixabay

Il piano vaccini prosegue. Anzi, secondo le stime attuali, il ritmo progressivo delle somministrazioni starebbe incidendo positivamente sull’andamento della pandemia, riducendo sia i contagi che i decessi. Un quadro che permetterebbe di guardare al futuro con meno preoccupazione, anche perché il programma sembrerebbe aver rispettato le direttive e l’accesso ai vaccini potrebbe diventare alla portata anche per i più giovani. A ogni modo, questo non significa che chi appartiene alle fasce d’età alle quali è stata data la precedenza verrà dimenticato. Tutt’altro.

Il governo sarebbe pronto a mettere a punto un algoritmo in grado di mappare il parco vaccinati, soprattutto in merito alle persone al di sopra dei 60 anni. L’obiettivo è capire chi ha scelto di vaccinarsi e chi, invece, ha preferito defilarsi non sottoponendosi alla somministrazione di Pfizer, AstraZeneca o chi per loro. Lo scopo non sarebbe tanto imporre l’obbligo vaccinale, quanto convincere gli scettici della bontà dell’immunizzazione contro il coronavirus. Per ora si parla di un progetto a livello nazionale ma, a quanto pare, in alcune zone è stato già messo a punto con un certo successo.

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Vaccini agli over 60, pronto l’algoritmo che “becca” gli scettici: ma l’obiettivo è duplice

Nei giorni scorsi, il presidente del Consiglio Mario Draghi si era detto “fiero della sterzata che si è data sulle classi di età dando la priorità ai soggetti più fragili, perché se due mesi fa la classe tra 70-79 anni era la categoria meno vaccinata tra tutte, oggi siamo all’80%”. E il nuovo algoritmo si inserirebbe proprio in questo discorso: un software sviluppato con NetMedica Italia e l’Università Politecnica delle Marche, utile a individuare i soggetti fragili che non hanno ancora ricevuto il vaccino. E anche coloro che, non convinti di voler procedere, non hanno accettato di sottoporsi alla vaccinazione. La quale, comunque, non impone l’obbligatorietà.

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L’adozione del piano a livello nazionale dovrebbe comunque passare da un vertice fra il ministro della Salute, Roberto Speranza, il commissario Francesco Figliuolo e i rappresentanti dei medici di famiglia. In effetti, la mappatura potrebbe passare anche dall’aiuto dei sanitari delle strutture private territoriali. Anche perché, sulla carta, il software permetterebbe di arrivare anche nelle località più remote, dove è più difficile reperire sia gli hub che gli studi medici. In questo modo, sarà possibile portare le dosi di vaccino anche laddove si rischia di restare indietro. Sensibilizzazione e completamento. L’obiettivo sembra duplice.