I soldi lasciati su un conto corrente postale o bancario cambiano proprietà, l’istituto di credito potrebbe anche utilizzarli.

soldi in banca

I nostri soldi potrebbero non essere più nostri. La notizia è di quelle sconcertanti, che rimandano allo studio ed all’approfondimento di una norma assai particolare. Parliamo di risparmi, parliamo di conti corrente, parliamo della possibilità di perdere ogni diritto sui propri risparmi una volta che questi sono lasciati su un conto corrente bancario o postale. La notizia sembrerebbe assurda ma in realtà è molto più concreta di quanto possa sembrare.

Ormai, lasciare parte del proprio stipendio sul conto corrente, che sia bancario o postale, è una abitudine ben radicata in milioni di italiani. Il problema principale in questo caso, la necessità ,anzi, consiste nell’avere la possibilità di non gestire troppi contanti, e quindi per comodità si preferisce lasciare in baca quei soldi che corrispondono al nostro stipendio mensile. In teoria, però, il deposito prolungato u conto corrente potrebbe rivelarsi un errore.

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I soldi sul conto corrente bancario o postale non sono più nostri: cosa dice il Codice civile

“Nei depositi di una somma di denaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria”, questo recita l’articolo numero 1838 del Codice civile rispetto alla specifica materia. Si parla di istituto di credito che acquisisce la proprietà di quei soldi fino alla scadenza dell’accordo, del contratto tra cliente ed istituto stesso. In teoria, quindi, l’istituto di credito potrebbe considerarsi padrone di quei soldi.

Una seconda normativa europea avalla in qualche modo questa norma, offrendo alle banche la possibilità di utilizzare determinati fondi eccezionalmente in casi particolari. Ovviamente parliamo dei soldi che arrivano dai depositi dei correntisti.

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Una norma che potrebbe apparire addirittura bizzarra, ma che in realtà chiarisce come certi presupposti risultino validi ed applicabili seppure in misura teorica. Il problema a questo punto riguarda l’opportunità da parte del cliente di possedere o meno una parte dei propri soldi direttamente in casa propria, o tenerli ancora su un conto corrente postale o bancario.