Anche un conto corrente non elevato potrebbe portare delle tassazioni. Ecco perché l’investimento è importante. Ma con tutte le accortezze.

Giacenza soldi conto corrente
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Nelle ultime settimane, con lo spettro di una nuova patrimoniale e la condizione economica generale che versa ancora in stato di difficoltà, si è parlato spesso della necessità di non far stagnare il proprio denaro. Un atteggiamento necessario per vincere il timore degli investimenti in un periodo complicato e permettere ai nostri soldi di generare una rendita, piuttosto che restare un semplice accumulo. Ecco, questa strategia può riguardare chiunque, indipendentemente dalla cifra presente sul proprio conto corrente. Anzi, in realtà è proprio chi possiede una somma meno elevata che potrebbe potenzialmente generare i migliori profitti.

Un conto corrente di scarsa entità ci spinge a credere che non convenga investire e che il conto serva esclusivamente come forma di deposito. Come visto più volte, si tratta di un errore. Innanzitutto perché anche somme basse sono soggette a tassazione (basta essere sui 6 mila euro) e, due, per il rischio di un incremento costante dell’inflazione, con perdita progressiva di valore da parte del capitale. Un rischio corso spesso ma del tutto inutile se si considera che di forme di investimento sicure e che non richiedono chissà quali competenze esistono. E sono anche diverse.

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Conto corrente basso, il doppio (e comune) errore che fa perdere soldi: la possibile trappola

Prendiamo in esame un caso abbastanza comune: un conto corrente con una giacenza media compresa fra 5 mila e 10 mila euro. Tendenzialmente, siamo indotti a credere che, trattandosi di somme relativamente modeste, non convenga muoverle troppo e correre rischi legati all’investimento, limitandoci a tenerle in deposito. Un errore, perché le commissioni si applicano già superati i 5 mila euro. Qualora, viceversa, decidessimo di investire, ad esempio tenendo il conto sotto i 5 mila e movimentandone altri 6 mila, occorrerà fare attenzione massima.

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Investire in strumenti sicuri è fondamentale. Immettere i propri soldi in un titolo di Stato sbagliato, ad esempio, potrebbe farne perdere anziché aumentarli. Ad esempio, non sempre un titolo garantito dallo Stato può far guadagnare, anzi, spesso può accadere anche il contrario. Ad esempio, nel caso dei Buoni del Tesoro poliennali (rimborsati nei 4 anni successivi) implica una perdita in conto del capitale. Questo perché il prezzo d’acquisto è superiore a quello del rimborso, non pareggiabile nemmeno attraverso le cedole acquisite man mano. Per questo è meglio scegliere con attenzione dove si va a investire. Una rendita abbastanza sicura è quella legata ai Btp con scadenza a settembre 2024 (dai 112,2 centesimi attuali, la rendita sarà dello 0,1%). Meglio usare uno strumento meno prossimo temporalmente ma più sicuro a livello remunerativo.