Raccolta differenziata e addirittura collezionismo. Non sono solo rifiuti: ciò che noi produciamo e scartiamo può essere una miniera d’oro.

Rifiuti
Foto di Pere Serrat da Pixabay

Lo cantava Fabrizio De André: “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Una frase che calza a pennello, con tutta la sua carica poetica, nei contesti più disparati. Specialmente se si parla del potenziale guadagno nascosto all’interno dei rifiuti che produciamo ogni giorno. E si parla di quantitativi impressionanti: almeno 550 chili di spazzatura ogni anno per ciascun cittadino. Questo significa che, nel mondo, si producono perlomeno 3.38 chili di rifiuti al giorno. Praticamente una catena produttiva su larga scala che, almeno sulla carta, ha un solo obiettivo: essere smaltita.

Tuttavia, c’è anche chi è in grado di compiere davvero l’impossibile: prendere il rifiuto e trasformarlo in un diamante. Paesi come Svizzera e Germania, ad esempio, in questo sono avanti: questo perché utilizzano i rifiuti come fonte di energia, non solo utilizzabile in casa loro ma anche esportabile in altri Paesi. Significa, in buona sostanza, un risparmio conreto e un guadagno tangibile. Un’accoppiata che sarebbe lecito non aspettarsi da quello che, per forza di cose, consideriamo uno scarto.

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Risparmio e guadagno: come farlo coi rifiuti, fra chi ricicla e chi colleziona

Una branca interessante del mercato dell’energia. Esistono aziende private che si occupano della conversione dei rifiuti in forme di consumo energetico, scambiando anche determinate tipologie con del denaro. Chiaro che, in questo quadro, entra il tema della raccolta differenziata. Affinché un rifiuto sia riutilizzabile, è necessario che sia ben separato dagli altri e pulito al meglio prima di essere consegnato. Le agevolazioni arrivano anche sotto forma di buoni spesa e sgravi sulle bollette.

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In alcuni casi, vengono allestiti dei veri e propri punti di raccolta (le cosiddette “discariche verdi”) per il ritiro di un determinato tipo di rifiuti. Fra questi, ad esempio, lattine di alluminio o altri contenitori composti con questo elemento, del tutto riciclabile. Il guadagno, in questo caso, è dato naturalmente dalla fornitura: per dell’alluminio ben differenziato si può arrivare a guadagnare addirittura 600 euro l’anno. Stesso discorso anche per le scatole da imballaggio, ricercate a basso costo. Con un buon quantitativo il guadagno sarebbe comunque ingente. Per non parlare dell’usato elettrico. Più difficile da smaltire ma comunque con una domanda piuttosto elevata, specie se si tratta di pezzi di un certo prestigio. Qui, naturalmente, il rientro sarebbe in termini di collezionismo. Ma pur sempre di rifiuti si tratta.