Normative riviste con il decreto del 30 aprile 2021. Lo smartworking viene modificato soprattutto per chi… torna in ufficio.

Smartworking
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Non è trascorso molto tempo dal restyling del regolamento relativo allo smartworking. Ma, perlomeno per quanto riguarda gli uffici della Pubblica amministrazione, dal decreto approvato lo scorso 29 aprile cambia qualche carta in tavola. Novità che riguarderanno diversi aspetti del lavoro agile, dalla soglia minima del 50% al rientro in ufficio. In questo senso, si interviene sul decreto legge 34 del 19 maggio 2020, convertito in legge il 17 luglio successivo. Provvedimento adottato essendosi reso necessario agire in materia normativa su una misura di emergenza diventata quasi una prassi per molte attività.

Per quel che riguarda i dipendenti degli uffici della Pubblica amministrazione, si era pensato a una misura tampone. Per ora, con orizzonte 31 dicembre 2021, gli uffici in questione potranno sia organizzare il lavoro dei dipendenti che erogare servizi attraverso flessibilità dell’orario di lavoro. Inoltre, vige la possibilità di introdurre modalità di interlocuzione programmata, oltre che utilizzare il lavoro da remoto in modalità semplificata. Come detto, col Decreto legge n. 56 del 30 aprile 2021, viene rivista una delle norme principali.

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Smartworking (ri)cambia tutto: regole riviste per chi torna in ufficio

Nel concreto, viene annullata la soglia del 50% per determinate tipologie di dipendenti. Nello specifico, quelli che ricominceranno a lavorare in presenza e, naturalmente, sul luogo fisico di lavoro. Ciò che viene meno, in pratica, è l’obbligo del lavoro da remoto. Questo fa seguito all’annuncio, datato a inizio maggio, del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che aveva parlato del rientro in ufficio dei dipendenti più o meno nella misura delle ripartenze di negozi e centri commerciali. Non solo. Gli uffici della PA avrebbero anche, conseguentemente, riaperto al pubblico.

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Sembra quindi in dirittura d’arrivo la normativa del dopo smartworking. Ili limite del 50% dei dipendenti in presenza viene meno, nel senso che resteranno a lavorare da casa tutti coloro che non svolgono mansioni per le quali la presenza è necessaria. Fra queste l’interazione con gli utenti. Inoltre, non vigerà più il principio dei numeri: da questo momento, le turnazioni dei dipendenti andranno organizzate in base a efficienza ed efficacia. Naturalmente, subentreranno anche le disposizioni anti-Covid. Tutti i servizi dovranno tenere conto delle regole. Questa però non è una novità.